sabato 4 ottobre 2025

Il nome MEM HE SHIN

Mem He Shin: la Morte nel nome 

Michele B. era un ragazzo di Garlasco, coetaneo di Marco Poggi e Andrea Sempio. Viene tirato dentro il crimine di Garlasco dall'indagato Andrea Sempio che nel 2017 ne parla mentre è in auto, dicendo che sono stati molto amici e che poi si è suicidato per problemi di droga. Sempio in quel periodo è oggetto di investigazione e viene intercettato. Secondo il racconto del giornalista Luigi Grimaldi, in quei giorni lui e lo staff de Le Iene erano in paese e, su suggerimento di alcune persone, avevano iniziato ad informarsi sui tanti strani suicidi accaduti in quegli anni.

Secondo Grimaldi può essere che Sempio abbia sentito quelle voci e quindi abbia avuto la necessità di affermare il suicidio dell'amico, dovuto secondo lui a problemi di droga, sapendo di essere intercettato.

Sempio parlando in macchina da solo, a voce alta, dirà che Michele era uno dei suoi migliori amici e che hanno "fatto tutte le cazzate insieme" da "0 a 18 anni". Questa citazione precisa è interessante perché nell'anno del delitto, il 2007, Sempio ha 19 anni.

Aggiunge con forza, ripetendolo più volte, che "Michele si è impiccato" (ne parla proprio in 3a persona) e che sarebbe potuto andare in comunità invece che togliersi la vita, che uccidersi "non risolve niente".

Fa quindi capire che l'amico avesse seri problemi di droga, tanto che sembra avesse subito un TSO nei mesi precedenti alla sua morte (fonte Luigi Grimaldi).


Una fine annunciata su Facebook

Michele B. aveva un profilo Facebook, utilizzato soprattutto negli ultimi suoi quattro anni di vita, dal 2012 al 2016. Le foto raccontano la vita di un ragazzo e della sua compagnia di amici, degli interessi che aveva, come i tatuaggi, la musica Hardcore, qualche concerto e qualche bevuta.
Sembra un profilo come tanti, se non che la dichiarazione di Sempio ha acceso i riflettori su di lui, tanto da convincere la Procura indagante ad esaminarne il DNA. Essendo stato tirato in ballo in un delitto, alcuni suoi post possono essere riletti in altra chiave.

Un racconto fatto sulla pelle

Come detto, B. è appassionato di tatuaggi. Alcuni suoi conoscenti della zona iniziano a lavorare come tatuatori o piercer e anche lui sembra dilettarsi nel creare nuovi disegni, probabilmente ricalcando immagini già esistenti.

Continuerà a condividere i suoi tatuaggi che si intensificheranno nell'ultimo anno di vita, nonché varie foto con amici e fidanzata. Dal vestiario, dai luoghi frequentati e dai like del suo profilo, si nota un interesse per un certo tipo di tatuaggi, per la musica grindcore e la techno, in particolare la cultura Rave molto in voga in quegli anni. Due grandi rave si erano infatti tenuti nella zona, attirando giovani da mezza Europa, con migliaia di partecipanti.

Da una foto del 2010, catturata ad una cena in cui è con molti amici, tra cui Sempio e Biasibetti, non sembra avere ancora il corpo tatuato.
Idem da una foto del 2011 in cui mostra già un dress code orientato alla moda hard e punk core.


Nel 2012 si fa un tatuaggio con il suo soprannome "Er Bosca", inteso come boscaiolo, con due accette e una piantina di marijuana. 
Nei boschi ticinesi, da decenni, ci sono vari personaggi che si dedicano alla coltivazione di queste piantine e l'erba è molto diffusa. Lui stesso ammette su facebook di non poter dormire senza "THC", ovvero il Delta-9-tetraidrocannabinolo uno dei principi attivi della cannabis.

In quel periodo, insieme ad un suo caro amico M.C., si fa ritrarre spesso con una bandana particolare a coprire il viso, la Skull Mask e in un caso, in posa minacciosa con bandana e mazza da baseball.
In quegli anni, ci si imbatteva spesso in questa posa che veniva usata nelle sottoculture giovanili per mostrare forza e per farsi rispettare. Per lo più erano pose, ma sembra che B. stesse costruendo un nuovo personaggio, mostrandosi più cattivo e ombroso.
In un altro post commenta una foto con un amico in cui indossano entrambi la skull mask bandana, dicendo "Black Bandana!".

Il suo fisico è allenato, le spalle hanno i muscoli deltoidi ben definiti e in altre foto si notano le avambraccia forti. Il cambiamento nel giro di due anni è notevole. 


Cosa sono le Skull Mask?

Le Skull Mask sono un simbolo che emerge da una sottocultura che si nutre di videogiochi, ma anche, ahimè!, come segno di riconoscimento di alcune organizzazioni eversive di stampo neonazista, osservate dai servizi segreti di tutto il mondo occidentale. Non ci sono prove che B. fosse legato a questi gruppi, ma è certo che nella zona di Pavia ci sono molte associazioni di estrema destra e oltre. Alcune amicizie Facebook di B. sono legate a questi ambienti.

Le Black Bandana sono citate nel titolo di una canzone del 2010 di Noyz Narcos, rapper e producer molto amato da B. e dai suoi amici, proprio perché rimandano ad un certo tipo di immaginario di criminalità giovanile, vita da strada, gang e violenza.


Dall'hardcore al Gabber

Dal punto di vista musicale B. non nutre grande interesse verso il Black e il Death metal, molto in voga in quelle zone e ascoltato da molti suoi amici, quanto piuttosto per dei sottogeneri punk e hardcore come il "depressive", più cupo e disperato, o il grindcore.
Grazie alla sua ragazza si appassiona anche alla scena techno-rave, che ha in Amsterdam il suo centro "culturale", mèta di molti giovani garlaschesi, dove la musica e la controcultura incontrano le sostanze allucinogene.
In particolare si assoceranno alla sottocultura Techno-Gabber che arriva dall'Olanda negli anni 90 e mescola la technocore con ideologie naziste e suprematiste, presente da qualche anno in zona, con Voghera come punto di ritrovo. 
Lo si capisce anche dai tagli di capelli caratteristici dei Gabber che entrambi mostrano nelle foto: rasati ai lati e lunghi sopra la testa

B. è molto attivo anche al tavolo da gioco: condivide la passione per il poker, sia dal vivo che online, con l'amico Sasha P. e con altri ragazzi non implicati nella vicenda di Chiara Poggi.


Un nuovo nome

B. continua a tatuarsi, tanto che nell'estate del 2014 lo ritroviamo disegnato in gran parte del corpo e con un nuovo nome Facebook: Mem He Shin.
In un'intervista tv di pochi mesi fa, alcuni amici raccontano di come B. fosse un lettore vorace e curioso, capace di leggere qualsiasi cosa. È possibile che il nuovo nome fosse stato suggerito da qualche lettura fatta? Oppure era stato suggerito, anzi assegnato da qualcuno con conoscenze esoteriche superiori?

Mem, He e Shin sono tre lettere dell'alfabeto ebraico che messe insieme possono essere semplicemente il diminutivo di Michele e suonano come Mish.
Però, a pensarci bene, nessuno di noi conosce persone che si siano dati soprannomi in ebraico antico! È piuttosto singolare come scelta e dato il tipo di personaggio che stava costruendo, viene il dubbio che l'abbia scelto per altri motivi.

Mem He Shin è uno dei 72 nomi di Dio secondo la Cabala ebraica (o Kabbalah). Questi nomi vengono desunti da dei versetti del Libro dell'Esodo e riferiti a Mosè. Questa lettura la si trova anche nello Zohar, caposaldo della mistica ebraica, dove il segreto nome di Dio è composto di 72 lettere.
La Kabbalah però richiede studio severo e insegnanti adatti e non sembra possa essere la fonte di B.

È più probabile che quel nome derivi da qualche altro testo che utilizza e semplifica la Kabbalah. Uno dei testi, non troppo impegnativi, disponibili in quegli anni, era il libro sull'Angelologia di Igor Sibaldi. Infatti queste 3 lettere ebraiche sono anche l'acronimo (diciamo così) di uno dei 72 angeli, ovvero Mahasiah.

Da ciò che B. si tatuò sul corpo e da ciò che ha postato su Facebook, sembra che avesse interessi esoterici, o meglio occultistici. Nell'occultismo certe conoscenze esoteriche, cioè riservate a pochi, servono per scopi occulti: evocare demoni, fare riti di magia sessuale, aumentare il proprio potere e sviluppare se stessi, senza compromessi, etica o empatia. Nelle sue manifestazioni più egotiche, come nel Satanismo, il mantra è che "io sono dio" e faccio quello che voglio e ciò che è meglio per me.
B. in una foto mostra sul gomito il tatuaggio di un pentacolo rovesciato, chiaro simbolo satanista.



Guarigione, martirio o autodistruzione?

A quell'epoca, parliamo del 2014, online c'erano poche pagine italiane in cui si parlasse della triade Mem He Shin, qualcuna di più in inglese. Forse, se fossero state le iniziali del suo nome angelico o del suo angelo custode, avrebbe scelto il nome per intero (Mahasiah) o avrebbe lasciato degli indizi di interesse verso questi argomenti.
Invece i suoi tatuaggi fanno intravedere un interesse verso l'occultismo: il già citato pentacolo sul gomito, la "Burning Church" sulla gamba, un demone minaccioso sulla mano. In altre foto si nota un interesse per incensi di vario tipo e forse un paio di campane tibetane, nonché un piccolo Buddha verde di cera e lui stesso porta al polso un classico braccialetto buddhista di legno.
Finchè in un post del suo profilo non ci imbattiamo nell'esecuzione di un rito particolare, fatto con una Kapala tibetana e con un antico libro di preghiere, sempre tibetano. La Kapala è una coppa anticamente ricavata da un teschio umano, fondamentale per riti simbolici di sacrificio.

Il rito e gli strumenti usati provengono dal Buddhismo Tantrico, che veniva insegnato da un suo amico e coetaneo, in un centro Yoga di Garlasco. Questo ragazzo era partito dopo le superiori per l'India, aveva studiato Yoga e Tantra, per poi tornare a Garlasco.
Il Buddhismo Tantrico ha anche un aspetto oscuro, meno conosciuto. Fu praticato e insegnato, nonché citato diffusamente, dal principe nero Julius Evola, principale fautore del legame tra occultismo e fascismo, il cui culto prosegue tuttoggi soprattutto nei gruppi neopagani; fu utilizzato e modificato a suo vantaggio da Aleister Crowley, la Bestia, inventore di uno dei culti satanisti novecenteschi. 

In entrambi i casi, del Buddhismo Tantrico interessava l'insegnamento della Via della Mano Sinistra, che cerca di realizzare il massimo potenziale individuale attraverso il superamento dei limiti fisici e mentali. La via Sinistra è perseguita in India da gruppi non ortodossi, come alcune Sette Shivaiste o i seguaci del culto oscuro della Dea Kali.

Questa definizione di Via Sinistra viene poi ripresa in Occidente nei culti satanisti, stando ad indicare le vie meno speculative, più pratiche e violente, come l'Ordine dei Nove Angoli (ONA). 


Il rito è dedicato a Tara Verde, una deità femminile che incarna la compassione attiva e la protezione da tutte le paure e le difficoltà. È una potente protettrice ed è invocata attraverso il suo mantra specifico per coltivare forza interiore e superare gli ostacoli, soprattutto per togliersi ogni paura. Nel Buddhismo Tantrico della Via della Mano Sinistra, però, la deità Tara da positiva e guaritrice diviene una sorta di dea Kali, crudele e violenta animatrice del caos.

Eppure il nome Mem He Shin, è un nome di guarigione e di salvezza.
B. stava cercando di guarire da qualcosa? C'era un malessere interiore che lo tormentava oppure stava solo cercando di potenziare se stesso?



In uno degli ultimi post, si fa fotografare mentre fa meditazione, seduto in un bosco di bambù, ma il titolo del post è "funghi e bamboo". Dato che non credo fosse andato a cercare funghi, probabilmente si riferiva a una meditazione aiutata dai funghi allucinogeni. Infatti altre foto di quella giornata lo riprendono con uno sguardo vagamente alterato. I funghi allucinogeni potevano essere dei souvenir presi nei viaggi ad Amsterdam che, soprattutto la sua ragazza sembrava frequentare, tanto che l'Olanda è diventata la sua residenza, subito dopo la morte di B.

Le meditazioni con allucinogeni sono assolutamente sconsigliate nei percorsi spirituali, meno che mai nel Buddhismo (tibetano e non) perché rappresentano una scorciatoia pericolosa, mentre la vera illuminazione la si raggiunge con pazienza, costanza e disciplina. L'insegnamento di Thelema creato da Aleister Crowley invece suggeriva, o comunque non disdegnava, l'uso di stupefacenti durante le meditazioni, tesi che ispirerà anni dopo gli studi sulla psichedelia di Timothy Leary.

Perciò non so quanto credere ad un suo percorso di guarigione, quanto più ad un percorso cosciente di potenziamento oppure di salvezza da un possibile martirio.
Mi spiegherò meglio tra poco.

Certamente era una persona che nell'ultimo anno stava avendo grossi problemi con la droga, il che potrebbe spiegare certe sue manie di persecuzione (che secondo alcuni lo portarono ad un TSO, non si sa ordinato da chi) e un suo graduale distacco dalla realtà. A me sembra che il suo percorso sia diventato sempre più sinistro, tanto che dopo aver postato la famosa frase "La verità sta nelle cose che nessuno sa", al netto dell'eventuale codice nascosto, risponderà ad un amico dicendo "meno so meglio sto". (Aggiungo per completezza che questo amico verrà arrestato qualche anno dopo perché in casa aveva un sacco di droga pronta per lo smercio).

In un post di qualche anno prima, intitolato come una canzone di Marylin Manson "This is the new shit", mostra il tatuaggio "dirty money". Nel linguaggio criminale, a cui molte sottoculture giovanili si rifanno anche solo per posa o per moda, sono i "soldi sporchi", quelli che fai con affari illeciti.
Farsi un tatuaggio di quel tipo è, non solo una dichiarazione d'intenti, ma un segno di riconoscimento che fa capire che sei implicato in business rischiosi.

Se non si fosse fatto fotografare con le black bandana, con una mazza da baseball, se non avesse aumentato la sua muscolatura e se non avesse seguito musica di un certo tipo, potrei pensare che faceva certe cose solo per moda, ma mi viene il dubbio che volesse mostrare all'ambiente in cui viveva quello che faceva e che volesse essere rispettato per questo.

Torniamo al nome.
Date tutte queste premesse oscure, c'è un culto o un testo dove questo nome è citato e che potrebbe essere stato d'ispirazione per B.? Quindi escludendo l'ipotesi che l'abbia preso da Igor Sibaldi.

Il testo esiste ed è un libro fondamentale per l'occultismo occidentale, base teorica per molti satanismi e molti culti a venire. È di metà ottocento e lo scrisse Eliphas Levi, probabilmente il più importante occultista dell'Ottocento, padre putativo e teorico del satanismo come crediamo di conoscerlo e Gran Massone.
Questo ci porta anche a pensare che il nome possa essergli stato dato da una Loggia Massonica oscura, dove effettivamente la parte speculativa e di studio sull'Occultismo è ben rappresentata.

I Tarocchi di Eliphas Levi

Nell'Ottocento l'ermetismo e l'occultismo godettero di nuovo interesse presso molte più persone anche grazie all'opera di studio e di sintesi di un esoterista francese, il cui pseudonimo era Eliphas Lévi. Il suo obiettivo era di studiare certe materie, come l'ermetismo, la Kabbalah ebraica, i Tarocchi pulendoli da ogni superstizione per farne una sorta di Scienza, una sapienza solida e strutturata. Grazie a lui ci fu una ripresa dell'interesse verso la Magia e fu tra gli ispiratori dell'Ordine Ermetico della Golden Dawn, da cui prenderà le sue mosse qualche decennio dopo Aleister Crowley.



Lévi fu lo studioso che coniò il termine "occultismo" con il significato che gli attribuiamo tuttoggi. Tra i suoi tanti studi innovativi, stabilì un nesso preciso tra le 22 lettere dell'alfabeto ebraico e i 22 Trionfi dei Tarocchi che chiamò "Arcani Maggiori". Molto conosciuto al suo tempo, fu attivo nei cenacoli esoterici europei, aderì alla Massoneria e ridefinì molti simboli esoterici, anche antichi.
Uno di questi era il Baphomet (o Bafometto) ovvero una sorta di capro antropomorfo denso di simbolismo, che rappresentava l'unione degli opposti. Proprio i suoi testi furono poi travisati, o perlomeno usati, dai primi satanisti novecenteschi: il già citato Crowley e Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana proprio in quel di Los Angeles (quella a cui dichiarò di aderire anche Marylin Manson), anticipando le sette per ricchi che verranno (Scientology su tutte).

Lévi affermava che i Tarocchi, erano come "un'enciclopedia universale: sfogliali, interrogali e loro ti daranno la risposta a qualsiasi domanda".

Proprio nel suo libro sui Tarocchi, intitolato "Il Tarocco restituito e spiegato", cita le tre lettere ebraiche di cui ci stiamo occupando ed è l'unico autore che le lega insieme, scrivendo la seconda lettera come He e non Hey, come si trova scritto in altri libri recenti dove si parla dei 72 nomi di Dio.

La terna Mem He Shin viene citata nella spiegazione della carta del due
di bastoni, dove compare il nome Mahasiah.





È molto interessante proseguire la lettura della spiegazione, perché il significato de ternario MHS è la morte fecondatrice che porta alla "vittima espiatoria".


Ovviamente il linguaggio di Lèvi era assolutamente simbolico e metaforico, non intendeva la morte dell'individuo, ma una profonda trasformazione che porta alla redenzione. 

L'esoterismo e i tarocchi di Lèvi sono però materia da studiosi, non sono di facile comprensione, quindi è improbabile che B. ci sia arrivato da solo. In questi casi, il nome in ebraico potrebbe essere un nome iniziatico datogli da qualcuno di colto in materia. E nel nome c'è il suo destino di vittima espiatoria: pagherà con la vita, forse per tutti, dato che la catena dei suicidi di ragazzi di Garlasco sembra fermarsi dopo il suo, o almeno rallentare.

E se invece volesse essere un angelo?
Come dicevo, è possibile una seconda lettura, seguendo l'Angelologia, per quanto in netto contrasto con l'immagine che B. voleva dare di sè.
Singolare coincidenza, il tipo di lettura del nome che abbiamo appena spiegato, ovveweo secondo la Kabbalah e i Tarocchi, la si trova sul profilo Facebook di un ragazzo romagnolo nel 2014.
In comune con B. ha solo la passione per i festival techno, anche se preferisce la Goa-Trance, quindi un tipo di esperienza più immersiva e psichedelica, per niente violenta. Non si conoscono e vivono a centinaia di km di distanza. 
Eppure, in un suo post è spiegato molto bene il meccanismo con cui si arriva al nome Mem He Shin, ma non è farina del suo sacco, bensì del blog Tuttigliangeli.  
(link all'articolo in questione). In questo blog ci sono sia le spiegazioni secondo i Tarocchi che secondo Igor Sibaldi e il suo libro. Non è citato Eliphas Lévi, anche perché la lettura secondo i Tarocchi è molto semplificata.





Il ragazzo deve averlo postato perché si chiama Michele o perché è nato nel periodo riferito a quel particolare angelo. Anche B. potrebbe aver cercato conforto e una via d'uscita leggendo siti esoterici e new age, da solo, ed essersi trovato d'accordo con quello che si trova nella pagina sopraccitata.
Infatti, dalle foto dell'ultimo anno, si capisce che è sempre più dentro ad una spirale autodistruttiva: ha il viso emaciato, è magro e con lo sguardo allucinato.



Igor Sibaldi, al tempo, è molto famoso sul web e in particolare nella zona di Milano, dove risiede, perché tiene molti corsi e conferenze. È un filologo e filosofo che parla di esoterismo, crescita personale, spiritualità in modo originale e semplice, seppur dall'alto di una erudizione sconfinata.
Tutti i suoi insegnamenti hanno un fine positivo di crescita spirituale e non hanno niente a che vedere con temi o scopi Occulti.

B. potrebbe aver visto i suoi video su Youtube o letto un suo libro sull'Angelologia,  oppure semplicemente si è messo a cercare qualcosa sul suo nome e si è incuriosito proprio perché il suo è il nome dell'Arcangelo Michele.
Questa spiegazione, forse la più semplice. escluderebbe l'ipotesi di un nome iniziatico datogli da altri.

In conclusione, non possiamo sapere se Michele B. volesse essere un Angelo o un Demone, solo i suoi amici più cari e la sua ex fidanzata potrebbero dircelo.
In entrambi i casi, però, è comunque singolare la coincidenza che la terza carta dei Tarocchi legata alla terza lettera ebraica Shin, sia proprio la Morte che lui incontrerà di persona nel 2016.

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