mercoledì 22 aprile 2026

Un grande lettore o un antropologo della violenza?

Andrea è indagato per omicidio in concorso per il delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Ha gli occhi puntati addosso e ha lasciato molte tracce di sè sul web. Appare come una persona introversa che ama la solitudine e la compagnia dei libri. Un giorno tutti sono entrati in casa sua, grazie ad un servizio televisivo, proprio nella cameretta dell'abitazione dei genitori a Garlasco. L'operatore ha indugiato sulla libreria stracolma di libri.



Sappiamo che i Carabinieri, durante la perquisizione del 2025 nella casa dove abitava da solo, a Voghera, hanno raccolto diari, quaderni, appunti sparsi e disegni, una messe di scritti non comune in un disordine che gli inquirenti hanno tenuto a evidenziare. Tutta questa produzione manoscritta sembra essere posteriore alla precedente indagine del 2017, quando Andrea fece sparire tutte le tracce della sua vita fino ad allora, sia quelle fisiche che quelle informatiche, affrettandosi anche a svuotare il suo profilo Facebook e aprendone un altro (non meno interessante per capirlo).
Si sa però che per l'inconscio il tempo non esiste, perciò memorie di eventi significativi del passato possono emergere in qualsiasi momento, spesso cambiando forma o camuffandosi da altro. 
Ecco perché il RACIS ha ritenuto davvero interessante analizzare tutto quello che hanno trovato nella sua casa.


La grande quantità di materiale scritto denota un desiderio e un'urgenza di rielaborare e di comunicare, ma anche di mettere per iscritto il proprio pensiero. In genere, quando questo accade, senza un obiettivo o una guida didattica, come, per esempio, all'interno di un corso universitario, il soggetto ricostruisce una sorta di filosofia individuale che rispecchia i suoi convincimenti, rafforzandoli, andando a pescare solo ciò che gli è utile alla creazione del suo credo identitario.

Andrea non rielabora in modo espressivo o artistico questi materiali, per dire, non sembra aver scritto poesie, romanzi, racconti, bensì ha preso appunti e studiato. L'obiettivo sembra essere nobile, ovvero la crescita personale, l'arricchimento, il farsi una cultura, però come vedremo poi, queste letture sembrano avere un filo comune e soprattutto, sono spesso consigliate da quelli che lui considera come dei maestri di vita.

Vediamo quali sono i libri esposti nella sua libreria di Garlasco, organizzati per argomento e commentati per quanto possibile. Vedremo emergere un filo comune.



Filosofia

Andrea ha frequentato un istituto professionale quindi non ha studiato filosofia a scuola e, in effetti, il suo interesse non è di studiare filosofia, ma solo quei testi      utili alla costruzione della sua visione che, come vedremo, si basa sull'idea di Ubermensch (Oltreuomo, per lo più tradotto come SuperUomo) formulata da Nietzsche e strumentalizzata dal regime Nazista.
Interessante e singolare il libro di Any Rand, sconosciuta ai più (di cui parlerò dopo).

Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali – Friedrich Nietzsche
L’Anticristo – Crepuscolo degli idoli – Ecce homo – Friedrich Nietzsche
Umano, troppo umano - Friedrich Nietzsche
L’Etica – Ayn Rand
I Simpson e la filosofia - Irwin, Conard, Skoble

Personalità e psicologia

Anche in questo ambito non c'è un interesse generale, ma specifico, che si lega poi a quello successivo della seduzione.
Sembra che interessino molto ad Andrea:

  • lo studio dell'aggressività umana, sposando la tesi che sia innata;
  • il linguaggio del corpo e la dialettica.
Tre titoli arrivano dalla scrivania che mostra su Twitter nel 2014 e vedremo poi che arrivano da un Maestro. Quei libri li avevo analizzati in questo articolo, mesi fa.

Il declino dell'uomo - Konrad Lorenz
Anatomia della distruttività umana - Erich Fromm
Il fascino discreto degli stronzi - Giulio Cesare Giacobbe
Il linguaggio del corpo - Alexander Lowen
Bioenergetica – Alexander Lowen
Paura di vivere - Alexander Lowen
La forza della ragione - Oriana Fallaci
Non mi freghi! I segreti del linguaggio del corpo svelati da un agente dell'FBI - Joe Navarro
Mindfucking. Come fottere la mente - Stefano Re (teniamo a mente l'autore, su cui torneremo dopo).

Seduzione
Andrea si iscrive al corso Predator's Clan e segue il relativo forum sulla seduzione. Questi percorsi per seduttori sono dei surrogati di omologhi americani, da cui riprendono pari pari teorie e contenuti, basandosi su un misto di psicologia evoluzionistica, neuroscienze e convinzioni antropologiche.


La teoria principale è chiamata, in antropologia, "Man the Hunter" (in italiano tradotta come "il mito dell'uomo cacciatore") e si basa sull'idea che il maschio di Homo sapiens sia stato biologicamente e psicologicamente forgiato dalla caccia: aggressivo, predatorio, nomade per natura, nonché cinico, utilitaristico e a suo agio in una tribù di cui conosce i componenti (social circle), i quali servono tutti ad uno scopo. Non pensiate che chi segue questa teoria ami l'idea del maschio alpha che, anzi, ridicolizzano; è, in realtà, una narrativa sostenuta dalla psicologia evoluzionistica, dove si afferma che i comportamenti umani odierni siano "fossili" di adattamenti avvenuti nel Pleistocene, quando vivevamo come cacciatori-raccoglitori.


Ovviamente questa teoria è molto criticata, non solo per il ruolo marginale e ancillare della donna, ma anche per le evidenze archeologiche che portano alla luce società basate su altri paradigmi, nonché una violenza piuttosto rara nei ritrovamenti di ossa umane preistoriche.
Eppure si è diffusa, perché sembra poter spiegare bene il mondo in cui viviamo e giustificare soprattutto i comportamenti prevaricatori.
Riprenderemo questo discorso più avanti, tirando le conclusioni e scoprendo chi sia il Maestro che consiglia ad Andrea certi libri.
Questi i libri di seduzione

Casanova (biografia, un classico)
Diario di un seduttore – Soren Kierkegaard (poteva avere altri libri di uno dei grandi filosofi dell'Ottocento, padre dell'Esistenzialismo che tornerà con il libro di Sartre, ma guarda caso, ha solo questo che parla di un seduttore un po' particolare, un tipo di seduttore psicologico che annota ciò che fa e alla fine abbandona la sua "amata"; qui potete saperne di più sul libro, è molto interessante); 
Le relazioni pericolose – Choderlos de Laclos (da cui è tratto l'omonimo film e in cui si mostra come la seduzione sia frutto di strategie anche spietate)
Una vita a puttane - Claudio Gazzano (La storia vera di un quarantacinquenne che compie scelte strane e borderline. Amori assolutamente impossibili e sesso con prostitute. Tanto sesso con prostitute. Quando mette "la testa a posto" si sposa e si trasferisce in Russia).

Biografie storiche

Credo che l'interesse derivi dal racconto della vita di due leader ambiziosi.
Alessandro e Cesare, vite parallele - Plutarco

Crescita personale

Qui troviamo il libro di Cianti, "La dolce catastrofe" che è in linea con il tema della paleodieta e quindi dell'uomo cacciatore. Andrea segue su Facebook il Movimento Arcaico, che promuove un modo diverso di muoversi più in linea con l'idea preistorica del nostro essere umani e dove esercita anche il nostro già citato guru della seduzione, Aivia Demon.
Ci sono altri libri sulla crescita personale, sempre in chiave molto individualistica. Il libro di Dyer, un classico, dice proprio che non bisogna farsi influenzare da nessuno.

I quattro accordi. Un libro di saggezza tolteca – Don Miguel Ruiz
Prendi la vita nelle tue mani. Come crearsi il proprio destino senza farsi influenzare da nessuno - Wayne Dyer
La tua voce può cambiarti la vita – Ciro Imparato
La dolce catastrofe. Le conseguenze devastanti della sindrome metabolica - Giovanni Cianti



Crescita personale: ricchezza

Quello dell'arricchimento è un tema che Andrea esplora, confermato dal fatto che segua Alfio Bardolla su Facebook, uno dei più famosi, e discussi!, influencer finanziari italiani.
L’uomo più ricco di Babilonia – George S. Clason

Combattimento

Se ripensiamo ai libri visti sopra, non possiamo non pensare che l'aggressività dell'uomo cacciatore vada in qualche modo regolamentata e controllata. Quindi il combattimento diventa necessario, in una società tribale. Andrea, dopo i venti anni, diventerà maestro di Krav Maga, perfezionandosi anche nel combattimento con i coltelli. Il tema continua ad appassionarlo, tanto che su Facebook segue con passione wrestling, lucha libre e MMA, soprattutto nelle loro versioni più violente, quelle dove il sangue sgorga a fiumi durante la lotta, ovvero i Death Match.
Segue wrestler anche femmine, con il corpo deformato dai muscoli, e addirittura un gruppo italiano grindcore, con tematiche e spunti vicini al Death Metal, chiamato Crisis Benoit, come un wrestler di successo che nel 2007 uccise la sua famiglia e poi si suicidò. Il gruppo si rifà all'estetica del wrestling, soprattutto del Lucha Libre messicano (con maschere) e ai death match.
Nella sezione narrativa troveremo anche Fight Club di Palahniuk che è un must per chi ama il combattimento, soprattutto dopo aver visto il film omonimo con Brad Pitt.



On Combat. Psicologia e fisiologia del combattimento in guerra e in pace - Dave Grossman (di questo manuale molto particolare che, come scopriremo. gli è stato consigliato in un forum, ne ho parlato in modo più diffuso nel vecchio articolo sui libri della sua scrivania)
Sabu: Scars, Silence, & Superglue (l'autobiografia del wrestler Sabu)
Memoire of a mad man - Mad Man Pondo (ubiografia di un wrestler)

Educazione fisica

Questi libri confermano la sua attenzione al lavoro fisico. Infatti, a ben guardarlo, sotto i vestiti anonimi che indossa, si nota una struttura massiccia e ben allenata.

Corsa su strada (manuale)
L' uomo che vinse due volte - G. Mario Castaldi (La storia e i segreti di un atleta fuori da tutti gli schemi. Il racconto della preparazione atletica e della carriera del lanciatore di martello olimpionico Marco Lingua. Un uomo che vinse due volte, perché rilancia un'atletica pulita e perché lo fa con una preparazione innovativa e rivoluzionaria, il Programma Castaldi-Lingua
Omeopatia (un manuale)
Yoga (un manuale)

Scienza

L'interesse scientifico, come quello filosofico, è tutto orientato esclusivamente a libri ateistici, in qui con la Logica si confuta l'idea di Dio e del Creazionismo. Non si sa come si adattino alle letture spirituali che vedremo dopo.
In genere, questi libri sono tutti simili come argomentazioni e per leggerne più di uno, vi assicuro!, ci vuole proprio passione.
Tra l'altro, sorprende il libro su Kurt Godel, geniale matematico che invece aveva dimostrato l'esistenza di Dio e il best seller del fisico Rovelli che parla di fisica quantistica.

Il dio della logica - Piergiorgio Odifreddi
Tutti pazzi per Gödel! La guida completa al teorema di incompletezza - Francesco Berto (di questo autore ha un altro libro e sono saggi piuttosto complessi sulle idee rivoluzionarie del grande matematico e logico Kurt Gödel, autore del famoso "La prova matematica dell'esistenza di Dio")
La Prova matematica dell’inesistenza di Dio - John Allen Paulos (un matematico sulla stessa falsariga del libro di Odifreddi)
Helgoland – Carlo Rovelli

Narrativa

Andrea è un forte lettore, ma le sue letture non sembrano molto complesse. Alcune sono normali per qualsiasi studente (Oscar Wilde), altri sono classici della letteratura allegorica, poi un po' di fantastico di fine Ottocento che fa il paio con la sua passione per i libri di fantascienza (che si evince sempre da Facebook).
Ci sono due libri però complessi e particolari, ovvero quelli di Sartre e di Cioran (di cui forse possiede altri titoli). Sono libri di impostazione nichilista, profondamente pessimistici. Nel libro di Sartre, il protagonista deve decidere se sposarsi o far abortire la compagna in modo clandestino (definisce l'aborto "assassinio metafisico"), affrontando il peso della scelta.
Cioran invece esplora il nulla, l'assurdità della vita, la sofferenza e la morte, raccontando quello stato in cui l'individuo ha perso ogni speranza e si trova in una condizione di agonia esistenziale, dove la vita diventa una "ferita sempre aperta".


La tentazione di essere felici – Lorenzo Marone
L’uomo che sussurrava ai cavalli - Nicholas Evans
Il tempo che vorrei – Fabio Volo
Tutte le favole – Luis Sepúlveda
Fight club - Chuck Palahniuk
Ninna nanna  - Chuck Palahniuk
Al culmine della disperazione - Emil Cioran
L’Età della ragione – Jean-Paul Sartre
Il Piccolo Principe – Antoine de Saint-Exupéry
Il mago di Oz - Frank Baum
Alice nel Paese delle Meraviglie - Lewis Carroll
Unbirthday - Liz Braswell (in inglese, una rivisitazione delle avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie)
Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde
Tutti i capolavori – Arthur Conan Doyle
Il mondo perduto – Arthur Conan Doyle
Racconti fantastici e dell'orrore – Arthur Conan Doyle
Frankenstein – Mary Shelley
Lo Strano Caso Del Dottor Jekyll e Del Signor Hyde - R.L. Stevenson

Classici

Interessante la presenza di Goethe in una biblioteca dove non ci sono esempi letterari settecenteschi. Non si capisce se sia la raccolta dei romanzi, dove ci sarebbe "Le affinità elettive" o "I dolori del giovane Werther" (dove si parla di suicidio per amore), oppure se sia l'edizione dove si trova Faust e Urfaust.
 
Divina Commedia - Dante Alighieri
Goethe – (edizione rossa Fabbri)

Spiritualità

Qui ci sono tre libri insoliti, ma due sono dei bestseller, mentre quello sull'Hare Krishna potrebbe essere stato comprato da un "arancione" incontrato per strada.

Un’idea di destino – Tiziano Terzani
La via della liberazione – Dalai Lama
Scienza della realizzazione spirituale – A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (Hare Krishna)

Anarchia

Questi sono, per me, i titoli più singolari della biblioteca, perché mai mi sarei immaginato un interesse verso l'anarchia. È vero che sono due libri marginali, non costituiscono un interesse profondo, ma ci sono.
Uno dei due racconta la storia di Gaetano Bresci, l'anarchico che uccise il re Umberto I.
L’anarchico che venne dall’America – Arrigo Petacco
Aforismi sull’anarchia - Del Medico Emanuele


Fantarcheologia

Che dire? Forse un errore, dato che non ha comprato altri libri di questo "autore".
In principio – Mauro Biglino 

Argomenti vari

un libro di Dario Vergassola
Mr. Nice – Howard Marks (Racconto sincero e travolgente dell'esistenza del più sofisticato barone della droga)
Inferno e Paradiso - albo Manga n. 21 del 2005 (è una serie di manga con una storia esoterico-erotica, ambientato in un liceo chiamato "paradiso dei combattenti", dove i protagonisti passano la maggior parte del proprio tempo in giro per i corridoi o nel cortile a picchiarsi o, nel migliore dei casi, ad allenarsi nelle numerose palestre presenti nell'istituto).

Homo Deus - Yuval Noah Harari

Ne abbiamo già parlato, Harari è uno dei pensatori storici più influenti degli ultimi venti anni. I suoi libri hanno venduto milioni di copie e le sue teorie si basano sullo splendore del progresso umano, dalla preistoria ad oggi, confermando la tesi tribali e di uomo-cacciatore già esplicitata.


Altri titoli saranno contenuti nel suo ebook reader, dove immagino abbia anche dei testi esoterici e di occultismo, come quelli di Julius Evola (interesse mostrato su Facebook). Perché lo dico? Perché è il genere di libro che più si trova piratato su siti illegali o con il peer-to-peer, tanto che questi canali sono sfruttati anche da organizzazioni che vogliono divulgare idee estreme.

martedì 17 marzo 2026

Un contesto torbido: p°rn°dipendenza

Il delitto di Garlasco è un grande intreccio in cui si legano tra loro vari aspetti: ogni indagato, sospettato, interrogato nasconde qualche interesse e qualche segreto che preferisce non far sapere agli altri.

E di conseguenza si crea una rete di protezione da parte dei parenti e dei conoscenti, perché tutti paiono ricattabili e nessuno vuole che si riveli il loro segreto, dal più stupido (il tradimento, amoroso o amicale) ai più gravi (omicidi, minacce, spaccio e altri reati).

Vediamo quali sono gli aspetti intorno ai quali gira tutta la vicenda. Sono più o meno quelli stessi che Chiara Poggi aveva velocemente indagato nelle settimane precedenti all'omicidio e che, evidentemente, la preoccupavano, anche se un paio di questi aspetti per lei erano accettabili.





Le mani sui minori

 

Abusi nella chiesa

In quegli anni è ormai esploso in tutto il suo clamore lo scandalo, sempre messo a tacere, degli abusi sui minori perpetrati da preti e vescovi in tutto il mondo occidentale, Italia compresa.
È del 2008 uno dei film più belli su questo tema, ovvero "Il dubbio", con Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman, tratto da una piece teatrale, uscita a fine 2004. E nello stesso anno esce anche il film "La mala educacion" di Pedro Almodovar che affronta il tema degli abusi sessuali su minori all'interno delle istituzioni cattoliche nella Spagna franchista.
Il tema è caldissimo e ha un sacco di spazio sulla tv e sui giornali di mezzo mondo, si inizia a scoperchiare un vaso di Pandora che porta a denunce, indagini e arresti, come mai prima di allora.
Papa Benedetto XVI viene eletto nel 2005, proprio quando gli scandali si allargano e, clamorosamente, darà le dimissioni dal pontificato nel 2013, dopo anni di pressioni su questi temi su cui molti lo avevano accusato di non aver avuto mano forte, come invece avrà il suo successore Bergoglio. Nel 2022, con il famoso rapporto di Monaco, Ratzinger venne accusato di negligenza nei confronti di episodi accaduti in Germania quando era arcivescovo, negli anni Settanta. 




È chiaro che in ambienti come Garlasco, dove la presenza della Chiesa è molto forte e radicata, questa nuova aria venga vissuta come una caccia alle streghe; negli individui più giovani, come Chiara, potrebbe essere stata una forte motivazione per approfondire certe voci o certe storie di cui era a conoscenza. E anche capire come fare per denunciare. 
Può essere questo il movente? 

Non credo che da solo sarebbe bastato: la denuncia di una ragazza di 26 anni avrebbe davvero creato uno scandalo così grosso, visti tutti gli insabbiamenti a cui ci siamo abituati? È difficile pensarlo.
Il suo interesse però è palpabile, è anzi il tema che più la tocca, si dà da fare con le ricerche sul web, trovando tanti articoli sul tema e raccogliendoli in un file word. Sta evidentemente studiando l'argomento, lei che non aveva interessi sociologici o religiosi, che non aveva particolare interesse verso la giustizia sociale o una vita politica.
Probabilmente quello era un fatto che la riguardava da vicino.
In molti pensano che queste ricerche potessero riguardare qualcosa successo al fratello, ma potrebbero anche nascere dalla confessione di qualche altro maschio a lei vicino o da chissà quale altra scoperta.

Più avanti, nell'articolo, approfondirò alcuni casi di cronaca che in quegli anni riguardano proprio i preti della zona.



Adulti abusanti?

Torniamo all'analisi fatto in un altro articolo sul consumo smodato di pornografia e alle sue possibili cause: vediamo come tutti i ragazzi possano essere stati frutto di attenzioni non volute da parte di adulti. In particolare, a Garlasco, quasi tutti i maschi passano dall'oratorio della parrocchia. 
La parrocchia non è il Santuario della Bozzola che è proprio un'altra storia, sia per frequentazioni che per amministrazione.
Mentre si sa molto dei ragazzi, non si sa quasi niente degli adulti garlaschesi, eppure, proprio in quelle zone, per oltre trent'anni agisce una psicosetta, ribattezzata poi dagli inquirenti Bestie di Novara, che in realtà operava anche in Lomellina, avendo una delle sue sedi a Cerano, a pochi chilometri da Vigevano. Questa setta era basata su riti dionisiaci e il sesso ne era il motore, ma si andava alla ricerca di donne e soprattutto di ragazze giovani, forse minorenni, tanto che spesso erano le stesse madri ad introdurle.

L'idea che ci possano essere stati abusi nell'infanzia di questi ragazzi è dovuto a tre fatti certi, oltre alle varie voci che girano in paese. 
Il primo è la confessione di Paola, cugina di Chiara, in cui afferma di essere stata abusata da piccola da un vicino di casa. È da notare come questa confessione viene data durante un interrogatorio sul delitto, dando idea della condizione di estrema fragilità psicologica di Paola.

Il secondo è l'interesse di alcuni ragazzi per contenuti web e video p3d°p°rn°graf1c1. Quando dei ragazzi di 17-18 anni si interessano morbosamente a violenze su bambini e bambine, si dovrebbe indagare nel loro passato, perché difficilmente è un'attenzione frutto del caso, ma riguarda abusi che essi stessi potrebbero aver subito.

Il terzo è l'interesse di Andrea Sempio per i romanzi di un avvocato americano che tratta, con crudezza, temi molto particolari. Il suo nome è Andrew Vacchs e, negli USA è stato uno dei paladini contro gli abusi sui minori. 




Le sue esperienze da avvocato si tramutano in romanzi di successo che parlano proprio dei meccanismi di plagio, minaccia, paura che gli abusanti usano sui minori. In Italia i suoi romanzi vennero pubblicati con un discreto riscontro nei primi anni novanta, inseriti nel florido filone della letteratura pulp e noir. Ma l'autore resterà, nel nostro paese, per lo più sconosciuto e i suoi libri non saranno ristampati. D'altronde gli argomenti sono forti e vengono trattati in modo crudo, senza ricorrere a troppe parafrasi, mostrandoli in tutta la loro violenza.



Si può considerare Vacchs, con il suo occhio bendato dovuto ad un incidente, come un vero e proprio paladino degli abusati, anzi una sorta di giustiziere. L'interesse di Sempio quindi potrebbe essere non soltanto letterario, ma legarsi ad un vissuto suo o di qualcuno a lui vicino. In questi romanzi viene mostrato come possa esserci giustizia per chi è stato abusato e che il male, anche il più infido, può essere sconfitto.
Del resto, ci sono persone che, cresciute in contesti difficili o con segreti inconfessabili, si creano una sorta di seconda identità, un doppio, proprio come accade per i supereroi, per poter farsi giustizia.
La creazione di questa identità deve passare anche attraverso la strutturazione di una vera e propria ideologia che possa giustificare comportamenti violenti, devianti o sopraffattori in funzione di una missione più alta. 

La mia idea è che tra i ragazzi coinvolti, almeno uno di loro fosse riuscito nell'intento di crearsi una propria ideologia che potesse giustificare il suo comportamento, facendolo sentire speciale, un superuomo, proprio un Ubermensch come scriveva il filosofo Nietzsche.
E che volesse farsi giustizia rispetto ai torti subiti.

I tanti casi di cronaca relativi ad abusi e strani traffici

A Garlasco e dintorni, in quegli anni, ci sono diversi casi riconducibili alla ped°fil1a e  a loschi traffici sessuali. Vediamoli nello specifico, come li ho trovati sui giornali della cronaca locale (non metto i link per non favorire i "ladri" di ricerche che monetizzano soprattutto su Youtube: se sei uno di loro, almeno fatti la fatica di cercarti le informazioni!).

A settembre 2006 viene arrestato un muratore 25enne per detenzione di materiale ped°p°rn°grafic°, di cui una parte era autoprodotto e videoripreso nel parco giochi del paese.
Fino a pochi mesi prima viveva a Vigevano e si era trasferito da poco a Garlasco.
Fu segnalato perché i vicini si erano insospettiti per un viavai di giovani nella sua casa, del cui motivo però non c'è traccia sugli articoli di giornale.


Sempre nel 2006, Don Siro Invernizzi, parroco di Cergnago, a due passi da Tromello, venne sorpreso da una pattuglia vicino al Cimitero Maggiore di Milano mentre era in macchina con un ragazzino di 13 anni, romeno. Il sacerdote patteggiò due anni con la condizionale.

Nel 2017 viene arrestato un albanese residente a Garlasco per dei fatti avvenuti tra il 2006 e il 2008 a Milano, per il reato di 
ped°p°rn°grafia.

Nel 2009 finisce in celle e viene condannato ad oltre 4 anni di detenzione, il parroco di Marcignago (20 minuti da Garlasco), don Giuseppe Abbiati per ped°filia.
I fatti risalgono al 2004 e coinvolgono ragazzi di 13 anni che il sacerdote diceva di accompagnare a mangiare il gelato, di portarli in pizzeria ed in altri luoghi di svago. I ragazzini sembra che ricevessero piccole somme di denaro in cambio delle attenzioni sessuali.
Nel 2012 i giudici respingono la sua richiesta di lavorare in un centro per anziani, per la sua presunta «pericolosità sociale», che non aveva «mai ammesso le sue colpe né dato prova di pentimento».
Il suo caso farà scalpore perché sarà considerato il primo della provincia di Pavia e sarà oggetto di una indagine della Curia per la riduzione allo stato laicale.

Nel 2010 viene condannato per abusi sessuali sulla figlia della convivente, dodicenne, un settantenne di Garlasco.

Nel 2011 viene processato e condannato un 57enne per abusi sulla figlia di un vicino di casa. Gli abusi erano iniziati quando la vittima era una scolara di quinta elementare, e proseguiti per diversi anni. La denuncia fu un atto di coraggio della ragazzina che veniva spesso affidata all'insospettabile amico di famiglia.

Nel 2011 a Pavia, viene arrestato un 65enne per il reato di detenzione di materiale ped°p°rn°grafico. L'indagine si era avviata per alcune segnalazioni che lo indicavano incontrare in casa propria alcune minorenni di un vicino campo nomadi.
Aveva negli hard disk oltre diecimila file di materiale pedopornografico raffiguranti bambine in atteggiamenti intimi con persone adulte

Nel 2013 don Gabriele Corsani, economo del collegio salesiano di Pavia
viene condannato per violenza sessuale e ped°filia per fatti risalenti al 2007, per abusi perpetrati su un ex allievo, allora 19enne, di una scuola di ispirazione cattolica del milanese. Solo per curiosità, il parroco era molto vicino alla famiglia Berlusconi.

Nel 2014 viene arrestato a Marcignago un 24enne calciatore e allenatore per violenze su un 14enne, suo allievo. 

Nel 2016 in un paese a pochi chilometri da Pavia, non reso noto, viene arrestato un insegnante di musica ultrasettantenne, nella cui casa viene trovata una quantità ingente di foto e di filmati con minori.

Sempre nel 2016 viene arrestato un medico 50 enne, dirigente responsabile del servizio di gastroenterologia del reparto di pediatria del Policlinico di Pavia, per violenza su una tredicenne sua paziente.

Nel 2019 c'è lo strano caso di don Silverio Mura, accusato, e poi assolto, di violenze su minori a Napoli, che faceva il parroco a Montù Beccaria sotto falso nome e che viene accusato anche di traffico d'armi.

Poi ci sono vari casi di estorsioni ai preti della provincia Pavese, simili al ricatto messo in atto verso Don Gregorio Vitali del Santuario della Bozzola. Alcuni di questi casi sono frutto di una relazione del parroco con il soggetto ricattante quando questi era un minore. 

“La Lombardia è la regione italiana con il più alto numero di casi censiti, ben 174 il cui sommerso è più della metà, 101 casi mai denunciati all’autorità giudiziaria italiana”. È quanto emerge da ‘Tolleranza zero?’, secondo ‘report sui casi di violenza sessuale commessi in Italia dal clero e il suo indotto’ a cura dell’osservatorio permanente della ‘Rete L’abuso’ che censisce casi sollevati nell’arco temporale 2000-2025".

Link al report


Gli strani casi di traffico di minori e clandestini

Come se non bastasse, Garlasco è al centro anche di altri casi di cronaca per reati molto particolari, ovvero traffico di esseri umani e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Bisogna ricordare che negli anni duemila, la Lomellina è al centro di una lotta per il predominio criminale tra la malavita albanese e le famiglie Sinti, in un ambiente in cui sono già radicate realtà consolidate come la 'Ndrangheta.

Nel 2005 vengono denunciati due albanesi residenti a Garlasco e un italiano, pensionato 70enne, residente a Dorno perché ospitavano nove immigrati clandestini, tra i 20 e i 46 anni.

Nel 2014 vengono trovati 15 minori senza documenti. La relativa inchiesta porterà a scoprire traffici di minore che da Lampedusa passavano da Vigevano con destinazione Berlino. A ospitarli, temporaneamente e dietro pagamento, era Amin, un cittadino egiziano, inizialmente dato come residente a Garlasco, che verrà condannato a tre anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In realtà erano ospitati in una casa di Vigevano e l'egiziano recuperava a Milano i ragazzi fuggiti dal centro di Lampedusa.
La notizia viene prima indicata come accaduta a Garlasco, poi gli articoli de La Provincia Pavese la riposizionano a Vigevano e cambiano anche il nome dell'egiziano che, d'altronde non aveva documenti e nemmeno, sembra una dimora fissa, tantomeno una residenza.


Conclusioni che si possono tirare

Il tema degli abusi sui minori è molto spinoso perché in certi ambienti e in certe zone non vengono denunciati. Negli ultimi dieci anni c'è stato un notevole incremento, 34%, dei casi denunciati, arrivando a oltre 7000. Nei primi anni duemila i casi denunciati erano davvero pochi e alcuni di quelli che ho illustrato sono tra i primi, ad esempio, della provincia di Pavia a coinvolgere prelati e sacerdoti.
È chiaro quindi che il fenomeno è sommerso ed è anche difficilmente indagabile perché si basa esclusivamente sulla volontà di denuncia della vittima che, a volte, dovrebbe denunciare contro tutto e contro tutti (famiglia, parrocchia, comunità, scuola) e finisce per non farlo.

La mia idea, anche per gli indizi sulle psicologie di alcuni dei ragazzi coinvolti, nonché per i casi denunciati e per la presenza comprovata di sette in quella zona di Lombardia (la psicosetta di Cerano, le Bestie di Satana e altri gruppi occulti mai approfonditi come il Gruppo dei 100 e un altro caso di presunto plagio in un gruppo di ragazzi) è che, nonostante l'apparenza perbene, cattolica e borghese di quei paesi, in cui tutti sembrano pensare solo a lavorare con la testa bassa, senza grilli per la testa, ci sia in realtà una sorta di zona d'ombra, nella quale gli abusi e le violenze sono sistematiche.

Il disagio vissuto da molti di questi ragazzi non può essere spiegato soltanto con una vaga noia di vivere provinciale, ma sembra nascondere disagi più profondi, tanto da essere trasversale a tutte le classi sociali.

Spero che riusciremo a saperne di più. 

mercoledì 18 febbraio 2026

La storia tatuata di Michele B.

La storia tatuata di Michele B.

Michele B. è uno dei ragazzi di Garlasco che anni dopo il delitto di Chiara Poggi, richiamano l'attenzione dei media e degli inquirenti, tanto che a luglio dello scorso anno si parlava del fatto che il suo profilo genetico sarebbe potuto essere richiesto ai familiari per effettuare confronti con i Dna rinvenuti sulla scena del delitto.
Michele era uno dei migliori amici di Andrea Sempio e di Mattia Capra, almeno fino a quando sono stati ragazzini (a detta di entrambi). La loro amicizia ha perso intensità durante le superiori, ma in un posto piccolo come Garlasco non ti perdi mai davvero di vista.
Aveva la loro stessa età, dato che parteciperà, come molti ragazzi del paese, alla cena organizzata per la classe 88 nel 2010, di cui circolano in rete le foto.




Come forse già si saprà, il suo nome viene citato da Andrea Sempio in una intercettazione carpitagli in auto nel 2017. Prima di allora non era stato minimante sfiorato dalla storiaccia del delitto di Garlasco. Peccato che, al tempo dell'intercettazione, non potesse rispondere alle parole dell'amico, perché si era tolto la vita l'anno precedente. E il modo ce lo dice Sempio: impiccandosi.
Ed è soltanto da Sempio che lo sappiamo, perché non ci sono tracce o notizie della sua morte: non ci sono articoli sui giornali, non ci sono post su facebook da parte degli amici. E anche dal lato investigativo, nessuno sembra aver visto eventuali verbali o indagini delle forze dell'Ordine.
Non sorprende la discrezione della famiglia, ma quella della comunità sì. E soprattutto quella degli amici.
Solo due ragazze, a tutt'oggi, hanno mostrato il loro affetto su Facebook: una ha scritto un "Mi Mancherai" proprio il giorno della sua scomparsa e l'altra ha mantenuto nel suo header una chat scambiata con lui.
Nient'altro.
Come inghiottito dal nulla.




Nemmeno gli amici più stretti, quelli con cui si fa fotografare negli ultimi mesi, nemmeno la fidanzata che, anzi, dopo la sua morte va a vivere in Olanda, tagliando i ponti con la Lomellina.
Uno dei suoi più cari amici, intervistato dalla Rai nel 2025, dice che dovevano andare in Venezuela insieme quell'estate, e invece no. 
Questo caro amico di B., due anni dopo la sua morte, viene arrestato perché trovato con 3 dosi di marijuana, confezionate per la vendita, e bilancini di precisione, il tutto in una casa che occupava illegalmente.


L'autocostruzione di un ribelle


Michele deve essere sempre stato un ragazzo che voleva fare di testa sua. Curioso e intelligente si faceva prendere da tanti interessi. Amava leggere e i suoi amici dicono che leggeva davvero di tutto, interessandosi ad argomenti che agli altri parevano strani.
Gli piacevano i tatuaggi, ma fino al 2010 ne aveva pochi e piuttosto piccoli. A Garlasco quasi tutti i ragazzi sono tatuati, se non lo sei è perché sei un fighetto o perché sei tutto casa e chiesa.
Michele in chiesa non ci andava, e non gli piaceva.
Sappiamo solo che in quel periodo lavorava al Brico e che abitava già da solo, non più con la sua famiglia. Aveva 22 anni.




Come tanti ragazzi di Garlasco, da ragazzino aveva ascoltato il Death e il Black Metal, ma poi si era appassionato alla musica elettronica, soprattutto alla Techno, quella più sperimentale. Gli era rimasto l'amore per l'hardcore più cupo quello più nichilista e "depressive" che in Italia avevano fatto così bene i Nerorgasmo di Torino, anche se erano di vent'anni prima.
Approfondirò la passione dei ragazzi per questo gruppo in un altro articolo, ma già in Ragazzi Esoterici facevo notare come fosse un gruppo ben conosciuto da chi frequentava il Midnight's Pub di Milano, quello in cui si ritrovavano le Bestie di Satana.


Ma era la Techno HardCore che aveva messo d'accordo il suo piacere per il metallo e il rumore con l'elettronica.
Forse aveva sentito quella musica al Domina, la discoteca sopra Loano, nelle serate di DJ Franchino (ricordate: "Sale, sale e non fa male!"?) e dove i Technofolli avevano casa, o magari se ne era innamorato nel grande rave, il Teknival, che si era tenuto a Pavia nel 2006, d'estate, tra allucinazioni e temporali, portando migliaia di persone da tutta Europa.
Ai rave ci si può sballare e perdersi dentro la musica, che picchia ripetitiva da muri di casse alte tre metri per tutto il giorno e per tutta la notte. E si può fare quello che ci pare. Partecipare è come salire sulle montagne russe: una salita vertiginosa seguita da un down che dura anche una settimana, in cui si è tutti intronati e si riesce a combinare poco, ma tanto è estate e qui, in Lomellina, non c'è niente da fare se non schiacciare le zanzare.

Michele ha un altro interesse particolare, ovvero i tatuaggi, e di amici tatuatori ne ha diversi a Garlasco e dintorni.
Uno, un ragazzo russo, mette insieme le due passioni, ovvero la musica Metal e Hardcore e i tatuaggi. Suona in un gruppo che rifà i Nerorgasmo. Più che tatuatore, è un piercer. 


Questo ragazzo russo sembra un simpatico cavallo pazzo. Porta un anello al naso, uguale a quello che portano B. e due suoi amici, come se fosse un segno di riconoscimento. 
Dimitri, così si chiama, è veramente fuori di testa: beve fino a sfasciarsi, prende pasticche e fuma fino a non capire più niente, si butta nelle risse solo per il gusto di prenderle e suona il basso o la tastiera, nemmeno così male. E ha una presenza notevole: magro, capelli lunghi biondi, occhi azzurri. Peccato che alla mattina poi debba lavorare, guidando il forklifter, anche se è in uno stato pietoso. Ma forse i russi hanno più resistenza di noi italiani.




Già nel 2010 Michele ha dei tatuaggi sulle braccia, delle forme astratte, dei tribali. Niente di che, vanno di moda in quegli anni. 
È nel 2012 che si fa il primo tatuaggio davvero significativo (due scarabei) poi lo ritroviamo un anno dopo che il suo petto e il suo braccio destro fino al collo sono coperti da disegni in cui facce di mostri diabolici sbucano tra petali e forme. Probabilmente questi nuovi disegni hanno inglobato quelli vecchi.
Frequenta il giro dei Palazzetti, un luogo in periferia di Garlasco, dove si trovano giovani che si rifanno all'estetica urban e street dei ragazzi di altre periferie e sobborghi di Milano (come Giambellino, San Siro, Rogoredo, Rozzano). Seguono  la musica rap e trap italiana, fumano marijuana, si fanno foto di gruppo e in pose minacciose con i pitbull al guinzaglio.
Sono lontani anni luce dalla patinata borghesia di Alberto e Panzarasa, dai lustrini delle gemelle Cappa, anche se alcuni di questi ragazzi frequentano la discoteca Le Rotonde e le serate del Pavarotty.
Lo sballo, l'alcol e le sostanze fanno da collante, unendo gruppi di estrazione sociale così diversa. E tutto viene continuamente fotografato: prima del cellulare tutti hanno delle macchinette digitali e le discoteche fanno un sacco di foto alle loro serate, condividendole poi sui loro siti e sui loro canali.
Alcune si possono vedere ancora oggi.






Torniamo ai tatuaggi di B..
Sulla mano destra c'è una faccia demoniaca, che sembra fatta per vedersi meglio quando si chiude la mano a pugno.
Sul gomito ci sarà spazio per il disegno di un pentacolo rovesciato, un simbolo satanico che si trova in tante copertine di dischi Black Metal e che a Garlasco in molti conoscono.







Nel 2013, tanto per rimanere in tema, sulla coscia sinistra si fa tatuare una "burning church", ovvero una chiesa in fiamme, di quelle di legno del Nord Europa. 
Il riferimento è per niente velato alla storia di Burzum, alfiere del Black Metal nordico (e di cui ho parlato più diffusamente nell'articolo Ragazzi Esoterici).
È un simbolo particolare che parla di ribellione verso la Chiesa, ma anche di un odio che cova sotto la cenere.
Il tatuaggio lo esegue Geno, amico che era entrato in uno dei migliori tattoo shop di Pavia, il Twilight. È lui che aveva tatuato anche la faccia diabolica sulla mano destra e altri piccoli tatuaggi colorati sul corpo di Michele.



Qualche mese dopo, sul polpaccio sinistro, si fa fare da Roland, un ragazzo albanese, una struttura con lo stile delle geometrie impossibili. È un disegno strano, in pochi hanno tatuaggi così, che si distacca nettamente dallo stile degli altri tatuaggi di B..
Infatti lo stile è quello dei Gabber, una sottocultura techno-rave che arriva dall'Olanda e che B. adesso condivide con un nuovo gruppo di amici e con la sua nuova ragazza.
Questi tatuaggi sono astratti, composti da geometrie intricate mescolate spesso a simboli riconoscibili. Sul suo profilo mostrerà anche un disegno di questo tipo.




Sulla testa della fidanzata un motivo di questo genere, fatto però dal tatuatore Amos di Varese nel 2013, rappresenta un labirinto che contiene 4 svastiche. Le svastiche non sono inclinate come nella simbologia nazista, ma sono dritte come nella antica simbologia induista. Inoltre 2 sono orientate in senso orario e 2 in senso antiorario.
Sono sicuramente rappresentazione di un sincretismo particolare.






Nel 2014 si fa tatuare, pieno di orgoglio, la scritta "Dirty Money" sull'avambraccio sinistro. In quel periodo è ben piazzato e muscoloso. È un ragazzo alto e sa essere minaccioso, per quanto abbia un sorriso aperto e capace di dolcezza.
La sua parabola non ha ancora iniziato a discendere, ma ha deciso di cambiare il suo nickname: Mem He Shin (qui trovi un articolo che ne spiega il significato).
La scritta tatuata sul braccio vuol dire "soldi sporchi", cioè i soldi che si fanno in modo non lecito. Non si sa se sia un segno distintivo della vita che faceva al tempo o se fosse solo una frase presa da qualche canzone, così, per fare il duro.
La foto lo mostra con la black bandana e con una didascalia "This is the new shit" che è il titolo di una delle canzoni più famose di Marylin Manson.
Lui si ritrae spesso con una black bandana, di quelle che ti fanno sembrare una specie di teschio e che può avere diversi significati nelle sottoculture urbane.
Una curiosità: è l'ultima foto a cui Andrea Sempio metterà un like, con il suo vecchio profilo Facebook adesso inattivo.







Questo è l'anno in cui si toglie la vita l'amico Sasha P.; l'anno precedente era stata la volta di Cristian C., altro ragazzo che certamente lui conosceva, anche senza frequentarsi, e in paese si parlava anche di almeno altri due suicidi successi in quel periodo.


Sasha e Michele avevano tanto in comune: la passione per il rap italiano e per le stecche poetiche, in particolare per quelle di Noyz Narkos (una delle cui canzoni è proprio intitolata "Black bandana"), la passione per il poker, da giocare sia dal vivo che online, condivisa con altri ragazzi (almeno un paio passeranno al professionismo), e poi una certa inclinazione per una vita ai margini della legalità.
È probabile che qualche anno prima, intorno al 2012, la allora fidanzata di Sasha, Jasmine, li avesse introdotti in un ambiente dove si potessero fare soldi più facilmente e almeno Sasha venne beccato dalla Polizia.
Di B. non si sa niente. Ma c'è una curiosità: è l'unico tra quei ragazzi di Garlasco ad avere tra gli amici sui social il Maresciallo Marchetto.

Per capirci di più sulla storia di Michele puoi leggere l'articolo: "Mem He Shin: la morte nel nome"


Gabber e techno

Nel 2014 come anticipato, si associa alla sottocultura Gabber e lo mostra con un nuovo taglio di capelli caratteristico, rasati ai lati e più lunghi sopra la testa e sul collo. Probabilmente è la sua ragazza, anche lei con lo stesso taglio, ad avvicinarlo a questa sottocultura. B. è già dal 2012 che sembra aver cambiato giro e amicizie, spostandosi da Garlasco.
In Lomellina, i Gabber si ritrovano soprattutto a Vigevano e poi girano in cerca di musica techno-hardcore. La loro terra promessa è l'Olanda, Amsterdam in particolare. Le sostanze servono per facilitare il trip della musica e sono benvenuti i funghetti e i francobolli allucinogeni che arrivano, per l'appunto, dall'Olanda.
A Garlasco verrà fermato un ragazzo che importava proprio roba da Amsterdam. 
Inoltre i Gabber lombardi, come del resto parte di quelli originari nel nord Europa, sono legati a ideologie destrorse, per quanto si presentino come degli eco-anarchici, quindi meno irreggimentati e allergici alle regole.
Si trovano a loro agio nella cultura Rave che, proprio in Lomellina, avrà uno dei raduni europei più grandi, ovvero il Teknival, nell'estate del 2006, che porterà migliaia di ragazzi da tutta Europa (si dirà undicimila!).




L'anno dopo si terrà l'ultimo grande Teknival italiano, a Pinerolo, non molto lontano da Garlasco, sempre in agosto, con oltre trentamila presenze.
Il Teknival non è solo una grande festa, ma un vero e proprio raduno per molte delle tribù della techno, tra cui i Gabber: un villaggio dove, per qualche giorno, non vigono regole, la musica è incessante e la droga si può vendere e consumare senza il rischio che qualche poliziotto controlli. Ci vogliono giorni per riprendersi dallo sballo, qualcuno ci resta dentro e si brucia, non tornando più da dove si è perso.

In questo video ci si può fare un'idea del Teknival nel Pavese del 2006



L'ultimo anno e la spirale di autodistruzione

A gennaio 2016 succede qualcosa a Garlasco o nella vita di Michele, perché improvvisamente riprende a postare su Facebook, dopo oltre un anno che non lo faceva più e lo fa con una intensità notevole, soprattutto nel mese di Gennaio, continuando fino a marzo. La sua vita si interromperà il 26 maggio di quell'anno.

Il 12 dicembre 2015 la Cassazione conferma la condanna definitiva a 16 anni per Alberto Stasi, inflittagli un anno prima, nel dicembre 2014. In entrambe le date, Andrea Sempio pubblicherà due immagini piuttosto enigmatiche, di cui la seconda, pubblicata il 13 dicembre 2015, rappresenta una scena di caccia, presa dalla grotta di Lascaux. Non è affatto l'immagine di un sacrificio come detto dagli investigatori privati all'epoca (evidentemente ignoranti in materia). Essendo una pittura di ventimila anni fa non si può darne un'interpretazione, ma solo osservarne il contenuto: un gruppo di bisonti al pascolo.
Comunque, qualcuno ipotizza che Michele ricominci ad usare Facebook in risposta proprio a quel post di Sempio.


 

Dalle foto che posta, si capisce che le cose vanno un po' peggio per il corpo di Michele. È sempre più magro, sembra aver perso l'aitanza e i muscoli di solo due anni prima, la sua faccia è scavata, lo sguardo è spesso allucinato, contornato da due profonde occhiaie nere.




L'idea buonista che sia solo un ragazzo sensibile che urla il suo malessere circolata un anno fa, quando il suo nome è ricomparso nelle indagini, è secondo me fuorviante. Dal suo profilo social, il ragazzo sembra implicato con convinzione e fierezza in cose che non hanno a che fare con la sensibilità. 


Una delle cose che si nota di quel periodo è che si è fatto tatuare sulla tempia sinistra due chiodi incrociati. È un simbolismo preciso e fa pensare che nella sua mente si fosse creata una narrazione particolare. Quei due chiodi rappresentano i chiodi della crocifissione di Cristo, sono disegnati proprio come dei grossi chiodi da falegname, di fattura antica.
Tatuarseli può voler dire davvero poche cose, soprattutto in una zona del corpo così visibile.
Mostrare come il suo sia un martirio e che si sacrificherà (o che verrà sacrificato), oppure l'accettazione di dover portare, per sempre, una croce. In entrambi i casi il simbolo parla di una situazione difficile di cui lui è ben consapevole.



Sull'altro lato della testa, che il taglio alla moda dei Gabber lasciava scoperto, si era fatto tatuare la frase "Never Answer The Phone", con un lettering molto elaborato, sopra ad un motivo geometrico-astratto della tipologia Gabber, simile a quello che aveva sul polpaccio.
La frase può avere tre significati, a seconda di cosa sta citando:
1) non rispondere al telefono perché all'interno di una setta satanica, quando il telefono squilla è per ordinarti la morte di qualcuno, se non la tua (è la spiegazione di Luigi Grimaldi che la lega alle dichiarazioni delle Bestie di Satana);
2) è una citazione da una canzone del gruppo hardcore "Today Is the day" che contiene un lungo estratto di dialogo dal film "Rosemary's Baby" di Roman Polanski (anche qua il rimando è satanico ed è la spiegazione che danno per primi i profili X di Dave Pollak e AI Forensic);
3) è la citazione dal film "Memento" di Christopher Nolan che è la storia di una persona che si tatua frasi sul corpo perché non ha memoria a breve termine e si dimentica tutto; quella frase è legato alla scoperta di un omicidio che lui avrebbe commesso.
Come si capisce, tutte e tre le soluzioni rendono questa citazione tatuata piuttosto inquietante e paiono confermare la volontà di B. di mandare messaggi attraverso il suo corpo e il suo profilo social.




Il 17 gennaio si fa fotografare al Santuario della Bozzola, nella sala dell'Ostensorio, vicino ad un dipinto del Cristo dove sta scritto "Gesù confido in te".
Quella strana scultura a vortice che si vede al centro della foto è l'Ostensorio, ovvero dove si tiene e si mostra l'ostia consacrata.





Lo sguardo di B. sembra quello di un perseguitato, tipico di molti tossicodipendenti, quando la paranoia diventa parte del dialogo interiore quotidiano.
È in posa, una posa da duro, ma le sue mani giunte proprio davanti ai genitali fanno capire che è sulla difensiva e che ha paura di qualcosa.
Anche il suo sguardo è attento e volto verso la sua destra, come a controllare che non lo scoprano. È vestito completamente di nero e indossa una vistosa collana, mai comparsa in altre foto.
B. posta la foto insieme all'immagine di una spirale. L'immagine è probabilmente la foto di un'opera di un pittore astratto brianzolo (che niente ha a che vedere con la storia che stiamo raccontando) e che deve aver visto e fotografato alla fiera d'arte PaviArt dell'anno prima.


L'accostare questo dipinto alla foto, rafforza l'idea che volesse dirci qualcosa a proposito della forma a vortice dell'ostensorio, forse la sua paura di esservi risucchiato.
Non possiamo saperlo. In quel periodo le indagini sul delitto erano ferme e anche quelle che riapriranno la partita, indicando in Andrea Sempio un nuovo possibile colpevole, si svolgeranno nei mesi successivi.
Forse, come dice qualcuno, in paese girava voce che le indagini sarebbero state riaperte?




Secondo il giornalista Luigi Grimaldi, la foto è scattata proprio il giorno dell'anniversario del primo delitto commesso dalle Bestie di Satana. Sono passati diversi anni da quei fatti e sembra così strano che la loro memoria possa ancora influenzare i ragazzi di Garlasco. Ricordiamo che per quanto le Bestie non operassero lontano dalla Lomellina, non c'è una contiguità geografica che possa giustificare una conoscenza diretta. Eppure, è come se questa data fosse una conoscenza per iniziati, un codice per far capire a chi deve capire. 
Se l'ipotesi di Grimaldi fosse giusta, e d'altronde è difficile credere che la scelta del giorno sia frutto del caso, significa che c'è un legame di qualche tipo, forse non soltanto simbolico, con la vicenda delle Bestie di Satana. Forse quel famoso livello superiore di cui si parla ancora, un po' per stessa ammissione di Volpe, tra le Bestie il pentito che ha parlato di più, un po' per le tante incongruenze della loro storia, perché ciò che hanno fatto appare troppo pianificato per un gruppo di giovani metallari strafatti che per lo più cazzeggiava tra chitarre e droga.

Aggiungo un'altra suggestione.
Andrea Volpe, una delle Bestie di Satana, aveva una foto scattata nella sua camera dove sul muro aveva disegnato una grande spirale bianca e rossa e quello che si dice essere un orecchio (qui l'articolo di Darkside se vuoi approfondire l'argomento).
L'immagine fa parte di un documentario che era andato in tv.
Ecco, non mi sembra così diversa dalla foto di B..






Per mera curiosità, il 17 gennaio è la festa di Sant'Antonio Abate, giorno in cui anche a Garlasco si fa la benedizione degli animali (ma non si svolge alla Bozzola) e altrove si fanno dei falò notturni, perché la festa simboleggia la fine dell'inverno e l'inizio della rinascita stagionale.

D'altronde B. dissemina il suo profilo di Facebook di messaggi probabilmente in codice e di simbolismi nemmeno troppo nascosti, a partire dal nome che si sceglie, Mem He Shin. Sta parlando non con un vago pubblico di follower, bensì con chi lo conosce bene e di cui è amico sul social network.
(Rimando al video youtube di Luigi Grimaldi che spiega nel dettaglio la cosa, pur non essendo io d'accordo con tutte le sue interpretazioni dei messaggi in codice lasciati da B.).



Per capirci di più puoi anche leggere l'altro articolo che ho scritto su Michele B., "Mem He Shin: la morte nel nome"

In breve, tra gennaio e febbraio posterà foto a Milano facendo il verso a delle bamboline di una installazione per sensibilizzare sui femmicinidi, foto sui Navigli e poi sul greto dell'amato Ticino, in una foto simulando il suo corpo morto, i vestiti svuotati e parlando di nube radioattiva. Poi lo troveremo tra i teschi macabri di San Bernardino alle ossa e infine al parco di divertimenti dismesso Greenland, dopo aver postato messaggi con frasi singolari e criptiche: save the ring, Ticinum  nostrum, Funghi e bambooo (dove per funghi non credo intenda quelli da raccogliere...), Nuclear Winter. 
Chiuderà le comunicazioni il 30 marzo con la GIF dell'illustrazione di una famiglia prima felice e poi bruciata da una apocalisse nucleare.
Una sorta di pensiero ecologico nichilista sembra aver attraversato la sua mente negli ultimi mesi, tra scie chimiche e profezie nucleari, pensando al disastro di Fukushima del 2011, come un'ossessione che il mondo finirà presto.





Ricostruendo dalle notizie della cronaca locale, la situazione a Garlasco non doveva essere facile in quel periodo per i ragazzi dei Palazzetti.
Sasha e Anti si erano uccisi un paio di anni prima, giravano voci di nuove indagini, la piazza dello spaccio ti costringeva a muoverti con circospezione e gruppi di albanesi e sinti lottavano per la supremazia. Uno dei migliori amici di Michele, l'unico che si immolerà per lui in tv quasi dieci anni dopo, per difenderne la memoria, verrà arrestato, come già detto, nel 2018, perché occupava abusivamente una casa e da lì spacciava marijuana. 


Michele e Sasha


Non era il solo, il mercato era ampio, gli albanesi ormai lo controllavano. E uno di questi spacciatori albanesi, un pluripregiudicato, era amico di Michele. Si era  imparentato con il truffatore Savu. Lo sappiamo perché in un procedimento a carico del rumeno, il suo nome spunterà fuori, ma l'albanese disconoscerà Savu, dicendo che non hanno rapporti. Non si sa se questa persona abbia mai parlato con il Savu dei ragazzi di Garlasco.
È chiaro che persone che sanno cosa è successo a Michele ce ne sono, persone che sanno com'è andata quel giorno di fine maggio, che non c'è la notizia nemmeno sui giornali.

L'amico spacciatore dirà in tv che Michele si è suicidato per problemi legati alla sua famiglia, al rapporto difficile con i genitori. Ci sono le foto sul profilo di B. di una giornata spensierata al matrimonio del fratello, nel 2014, e, in effetti, non ci sono foto con i genitori.
Chissà da quanti anni non abitava più con loro. Di sicuro aveva cambiato un paio di case da quando se ne era andato.
A fine gennaio 2016, tra i post che pubblica ce n'è uno che col senno di poi, pare tragicamente profetico. È una vignetta del noto disegnatore Maicol&Mirco. È il dialogo di un figlio con la madre...




L'altra cosa della storia di B. che mi è sempre sembrata così singolare è che, sui social, nessuno lo ricorda, a parte un'amica, una di quelle del giro dei Palazzetti. La morte di un ragazzo così giovane e così conosciuto, figlio di una figura pubblica di Garlasco (il padre è stato assessore per più mandati), deve aver scosso la comunità, anche perché arrivata dopo una serie di altri suicidi di giovani, come un'epidemia.

Eppure nessuno parla di Michele, nessuno lo piange pubblicamente, nessuno lo piange su profili Facebook. E non si parla di profili pubblici con migliaia di follower, ma di persone che hanno poche centinaia di amici, per lo più locali e probabilmente conosciuti di persona.
Non lo ricorderà su Facebook nemmeno uno dei suoi amici più cari, Danilo Delù, il proprietario del pub Todo Modo dove lui stazionava quando aveva tempo e dove qualche anno prima, nel 2010, fu anche vittima di una rissa, aggredito da un ragazzino minorenne che lo mandò all'ospedale con un trauma cranico, facendolo cadere e sbattere la testa sul marciapiede. Per inciso, Delù se ne è andato pochi anni fa, per un malore. Lo hanno trovato in casa privo di vita.

La ragazza di B. addirittura lascerà la Lombardia, proprio in quell'anno tragico, per andare a vivere in Olanda, con nessuna intenzione di rilevare, un giorno, il negozio di fiori della sua famiglia. L'Olanda, terra di fiori e di droghe libere, di funghi allucinogeni e di Gabber, così facile da raggiungere, così semplice come nascondiglio. Dà un taglio netto alla terra natia, eppure continua a seguire i fatti di Garlasco, proprio qui sui social, e probabilmente starà leggendo questo articolo che un po' la riguarda.




Mi chiedo, quindi, perché in tanti piangano Sasha P. e nessuno Michele B..
Anche Anti viene ricordato dagli amici e la sua morte porta stupore, perfino il povero Enrico Ramaioli, sicuramente più problematico e isolato socialmente, viene citato da qualche vecchio compagno di scuola, nonché dalla stampa locale.

E invece cosa si portava addosso questo ragazzo, Michele, da non dover essere ricordato? Che nemmeno i giornali pubblicano la notizia del suicidio? Siamo solo di fronte ad una famiglia discreta che non vuole che se ne parli, oppure aveva un passato che gli aveva alienato molti amici?
Negli ultimi mesi aveva fatto qualcosa che aveva portato un'intera comunità a condannarlo all'oblio?



Rendere giustizia ai tanti morti

Poter ricostruire la storia di Michele B. e le cause e i perché della sua morte precoce potrebbero chiarire la natura dei legami tra alcuni ragazzi coinvolti, avere un'idea più chiara dell'ambiente giovanile in cui vivevano, comprendere come i nostri non fossero così lontani da certi ambienti ambigui, se non criminali.
Sembra proprio lui, con il suo profilo Facebook, a volere che si racconti un'altra storia e che la si approfondisca. 

A Garlasco bisogna rendere giustizia a tanti morti, di cui Chiara rappresenta il martirio centrale, la vittima su cui si accentra tutto il male e tutto l'odio che si insinuano nella trama quotidiana di una apparentemente tranquilla piccola cittadina della provincia profonda. Un paese dove colpa ed espiazione sono risolte nel buio dei confessionali, dove le preghiere sembrano servire soprattutto per mondarsi della lordura, in cerca di pietà e di indulgenze, e la fede non sembra guidare questi popolani dai pensieri abietti e dalle credenze medievali verso un sentiero pieno di luce.
Quante sono le verità?
Quanti i rimorsi, quanti, e quanto pesanti, i sensi di colpa?
Può davvero la paura di ritorsioni offuscare il cuore di un fervente cristiano?

L'impressione che si ha da fuori, e da lontano, è che Garlasco, con tutto il suo contorno mistico e religioso, affondi sempre più dentro una palude malmostosa di fatti e relazioni oscure, di silenzi e minacce, di ipocrisia e meschinità.
E che la verità stia affondando anch'essa.

Un grande lettore o un antropologo della violenza?

Andrea è indagato per omicidio in concorso per il delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Ha gli occhi puntati addosso e ha l...