La storia tatuata di Michele B.
Michele B. è uno dei ragazzi di Garlasco che anni dopo il delitto di Chiara Poggi, richiamano l'attenzione dei media e degli inquirenti, tanto che a luglio dello scorso anno si parlava del fatto che il suo profilo genetico sarebbe potuto essere richiesto ai familiari per effettuare confronti con i Dna rinvenuti sulla scena del delitto.
Michele era uno dei migliori amici di Andrea Sempio e di Mattia Capra, almeno fino a quando sono stati ragazzini (a detta di entrambi). La loro amicizia ha perso intensità durante le superiori, ma in un posto piccolo come Garlasco non ti perdi mai davvero di vista.
Aveva la loro stessa età, dato che parteciperà, come molti ragazzi del paese, alla cena organizzata per la classe 88 nel 2010, di cui circolano in rete le foto.
Michele era uno dei migliori amici di Andrea Sempio e di Mattia Capra, almeno fino a quando sono stati ragazzini (a detta di entrambi). La loro amicizia ha perso intensità durante le superiori, ma in un posto piccolo come Garlasco non ti perdi mai davvero di vista.
Aveva la loro stessa età, dato che parteciperà, come molti ragazzi del paese, alla cena organizzata per la classe 88 nel 2010, di cui circolano in rete le foto.
Come forse già si saprà, il suo nome viene citato da Andrea Sempio in una intercettazione carpitagli in auto nel 2017. Prima di allora non era stato minimante sfiorato dalla storiaccia del delitto di Garlasco. Peccato che, al tempo dell'intercettazione, non potesse rispondere alle parole dell'amico, perché si era tolto la vita l'anno precedente. E il modo ce lo dice Sempio: impiccandosi.
Ed è soltanto da Sempio che lo sappiamo, perché non ci sono tracce o notizie della sua morte: non ci sono articoli sui giornali, non ci sono post su facebook da parte degli amici. E anche dal lato investigativo, nessuno sembra aver visto eventuali verbali o indagini delle forze dell'Ordine.
Non sorprende la discrezione della famiglia, ma quella della comunità sì. E soprattutto quella degli amici.
Solo due ragazze, a tutt'oggi, hanno mostrato il loro affetto su Facebook: una ha scritto un "Mi Mancherai" proprio il giorno della sua scomparsa e l'altra ha mantenuto nel suo header una chat scambiata con lui.
Ed è soltanto da Sempio che lo sappiamo, perché non ci sono tracce o notizie della sua morte: non ci sono articoli sui giornali, non ci sono post su facebook da parte degli amici. E anche dal lato investigativo, nessuno sembra aver visto eventuali verbali o indagini delle forze dell'Ordine.
Non sorprende la discrezione della famiglia, ma quella della comunità sì. E soprattutto quella degli amici.
Solo due ragazze, a tutt'oggi, hanno mostrato il loro affetto su Facebook: una ha scritto un "Mi Mancherai" proprio il giorno della sua scomparsa e l'altra ha mantenuto nel suo header una chat scambiata con lui.
Nient'altro.
Come inghiottito dal nulla.
Come inghiottito dal nulla.
Nemmeno gli amici più stretti, quelli con cui si fa fotografare negli ultimi mesi, nemmeno la fidanzata che, anzi, dopo la sua morte va a vivere in Olanda, tagliando i ponti con la Lomellina.
Uno dei suoi più cari amici, intervistato dalla Rai nel 2025, dice che dovevano andare in Venezuela insieme quell'estate, e invece no.
Uno dei suoi più cari amici, intervistato dalla Rai nel 2025, dice che dovevano andare in Venezuela insieme quell'estate, e invece no.
Questo caro amico di B., due anni dopo la sua morte, viene arrestato perché trovato con 3 dosi di marijuana, confezionate per la vendita, e bilancini di precisione, il tutto in una casa che occupava illegalmente.
L'autocostruzione di un ribelle
Michele deve essere sempre stato un ragazzo che voleva fare di testa sua. Curioso e intelligente si faceva prendere da tanti interessi. Amava leggere e i suoi amici dicono che leggeva davvero di tutto, interessandosi ad argomenti che agli altri parevano strani.
Gli piacevano i tatuaggi, ma fino al 2010 ne aveva pochi e piuttosto piccoli. A Garlasco quasi tutti i ragazzi sono tatuati, se non lo sei è perché sei un fighetto o perché sei tutto casa e chiesa.
Michele in chiesa non ci andava, e non gli piaceva.
Sappiamo solo che in quel periodo lavorava al Brico e che abitava già da solo, non più con la sua famiglia. Aveva 22 anni.
Michele in chiesa non ci andava, e non gli piaceva.
Sappiamo solo che in quel periodo lavorava al Brico e che abitava già da solo, non più con la sua famiglia. Aveva 22 anni.
Come tanti ragazzi di Garlasco, da ragazzino aveva ascoltato il Death e il Black Metal, ma poi si era appassionato alla musica elettronica, soprattutto alla Techno, quella più sperimentale. Gli era rimasto l'amore per l'hardcore più cupo quello più nichilista e "depressive" che in Italia avevano fatto così bene i Nerorgasmo di Torino, anche se erano di vent'anni prima.
Approfondirò la passione dei ragazzi per questo gruppo in un altro articolo, ma già in Ragazzi Esoterici facevo notare come fosse un gruppo ben conosciuto da chi frequentava il Midnight's Pub di Milano, quello in cui si ritrovavano le Bestie di Satana.
Ai rave ci si può sballare e perdersi dentro la musica, che picchia ripetitiva da muri di casse alte tre metri per tutto il giorno e per tutta la notte. E si può fare quello che ci pare. Partecipare è come salire sulle montagne russe: una salita vertiginosa seguita da un down che dura anche una settimana, in cui si è tutti intronati e si riesce a combinare poco, ma tanto è estate e qui, in Lomellina, non c'è niente da fare se non schiacciare le zanzare.
Approfondirò la passione dei ragazzi per questo gruppo in un altro articolo, ma già in Ragazzi Esoterici facevo notare come fosse un gruppo ben conosciuto da chi frequentava il Midnight's Pub di Milano, quello in cui si ritrovavano le Bestie di Satana.
Ma era la Techno HardCore che aveva messo d'accordo il suo piacere per il metallo e il rumore con l'elettronica.
Forse aveva sentito quella musica al Domina, la discoteca sopra Loano, nelle serate di DJ Franchino (ricordate: "Sale, sale e non fa male!"?) e dove i Technofolli avevano casa, o magari se ne era innamorato nel grande rave, il Teknival, che si era tenuto a Pavia nel 2006, d'estate, tra allucinazioni e temporali, portando migliaia di persone da tutta Europa.Ai rave ci si può sballare e perdersi dentro la musica, che picchia ripetitiva da muri di casse alte tre metri per tutto il giorno e per tutta la notte. E si può fare quello che ci pare. Partecipare è come salire sulle montagne russe: una salita vertiginosa seguita da un down che dura anche una settimana, in cui si è tutti intronati e si riesce a combinare poco, ma tanto è estate e qui, in Lomellina, non c'è niente da fare se non schiacciare le zanzare.
Michele ha un altro interesse particolare, ovvero i tatuaggi, e di amici tatuatori ne ha diversi a Garlasco e dintorni.
Uno, un ragazzo russo, mette insieme le due passioni, ovvero la musica Metal e Hardcore e i tatuaggi. Suona in un gruppo che rifà i Nerorgasmo. Più che tatuatore, è un piercer.
Questo ragazzo russo sembra un simpatico cavallo pazzo. Porta un anello al naso, uguale a quello che portano B. e due suoi amici, come se fosse un segno di riconoscimento.
Dimitri, così si chiama, è veramente fuori di testa: beve fino a sfasciarsi, prende pasticche e fuma fino a non capire più niente, si butta nelle risse solo per il gusto di prenderle e suona il basso o la tastiera, nemmeno così male. E ha una presenza notevole: magro, capelli lunghi biondi, occhi azzurri. Peccato che alla mattina poi debba lavorare, guidando il forklifter, anche se è in uno stato pietoso. Ma forse i russi hanno più resistenza di noi italiani.
Dimitri, così si chiama, è veramente fuori di testa: beve fino a sfasciarsi, prende pasticche e fuma fino a non capire più niente, si butta nelle risse solo per il gusto di prenderle e suona il basso o la tastiera, nemmeno così male. E ha una presenza notevole: magro, capelli lunghi biondi, occhi azzurri. Peccato che alla mattina poi debba lavorare, guidando il forklifter, anche se è in uno stato pietoso. Ma forse i russi hanno più resistenza di noi italiani.
Già nel 2010 Michele ha dei tatuaggi sulle braccia, delle forme astratte, dei tribali. Niente di che, vanno di moda in quegli anni.
È nel 2012 che si fa il primo tatuaggio davvero significativo (due scarabei) poi lo ritroviamo un anno dopo che il suo petto e il suo braccio destro fino al collo sono coperti da disegni in cui facce di mostri diabolici sbucano tra petali e forme. Probabilmente questi nuovi disegni hanno inglobato quelli vecchi.
Frequenta il giro dei Palazzetti, un luogo in periferia di Garlasco, dove si trovano giovani che si rifanno all'estetica urban e street dei ragazzi di altre periferie e sobborghi di Milano (come Giambellino, San Siro, Rogoredo, Rozzano). Seguono la musica rap e trap italiana, fumano marijuana, si fanno foto di gruppo e in pose minacciose con i pitbull al guinzaglio.
Frequenta il giro dei Palazzetti, un luogo in periferia di Garlasco, dove si trovano giovani che si rifanno all'estetica urban e street dei ragazzi di altre periferie e sobborghi di Milano (come Giambellino, San Siro, Rogoredo, Rozzano). Seguono la musica rap e trap italiana, fumano marijuana, si fanno foto di gruppo e in pose minacciose con i pitbull al guinzaglio.
Sono lontani anni luce dalla patinata borghesia di Alberto e Panzarasa, dai lustrini delle gemelle Cappa, anche se alcuni di questi ragazzi frequentano la discoteca Le Rotonde e le serate del Pavarotty.
Lo sballo, l'alcol e le sostanze fanno da collante, unendo gruppi di estrazione sociale così diversa. E tutto viene continuamente fotografato: prima del cellulare tutti hanno delle macchinette digitali e le discoteche fanno un sacco di foto alle loro serate, condividendole poi sui loro siti e sui loro canali.
Alcune si possono vedere ancora oggi.
Alcune si possono vedere ancora oggi.
Torniamo ai tatuaggi di B..
Sulla mano destra c'è una faccia demoniaca, che sembra fatta per vedersi meglio quando si chiude la mano a pugno.
Sul gomito ci sarà spazio per il disegno di un pentacolo rovesciato, un simbolo satanico che si trova in tante copertine di dischi Black Metal e che a Garlasco in molti conoscono.
Nel 2013, tanto per rimanere in tema, sulla coscia sinistra si fa tatuare una "burning church", ovvero una chiesa in fiamme, di quelle di legno del Nord Europa.
Il riferimento è per niente velato alla storia di Burzum, alfiere del Black Metal nordico (e di cui ho parlato più diffusamente nell'articolo Ragazzi Esoterici).
È un simbolo particolare che parla di ribellione verso la Chiesa, ma anche di un odio che cova sotto la cenere.
È un simbolo particolare che parla di ribellione verso la Chiesa, ma anche di un odio che cova sotto la cenere.
Il tatuaggio lo esegue Geno, amico che era entrato in uno dei migliori tattoo shop di Pavia, il Twilight. È lui che aveva tatuato anche la faccia diabolica sulla mano destra e altri piccoli tatuaggi colorati sul corpo di Michele.
Qualche mese dopo, sul polpaccio sinistro, si fa fare da Roland, un ragazzo albanese, una struttura con lo stile delle geometrie impossibili. È un disegno strano, in pochi hanno tatuaggi così, che si distacca nettamente dallo stile degli altri tatuaggi di B..
Infatti lo stile è quello dei Gabber, una sottocultura techno-rave che arriva dall'Olanda e che B. adesso condivide con un nuovo gruppo di amici e con la sua nuova ragazza.
Questi tatuaggi sono astratti, composti da geometrie intricate mescolate spesso a simboli riconoscibili. Sul suo profilo mostrerà anche un disegno di questo tipo.
Questi tatuaggi sono astratti, composti da geometrie intricate mescolate spesso a simboli riconoscibili. Sul suo profilo mostrerà anche un disegno di questo tipo.
Sulla testa della fidanzata un motivo di questo genere, fatto però dal tatuatore Amos di Varese nel 2013, rappresenta un labirinto che contiene 4 svastiche. Le svastiche non sono inclinate come nella simbologia nazista, ma sono dritte come nella antica simbologia induista. Inoltre 2 sono orientate in senso orario e 2 in senso antiorario.
Sono sicuramente rappresentazione di un sincretismo particolare.
Nel 2014 si fa tatuare, pieno di orgoglio, la scritta "Dirty Money" sull'avambraccio sinistro. In quel periodo è ben piazzato e muscoloso. È un ragazzo alto e sa essere minaccioso, per quanto abbia un sorriso aperto e capace di dolcezza.
La sua parabola non ha ancora iniziato a discendere, ma ha deciso di cambiare il suo nickname: Mem He Shin (qui trovi un articolo che ne spiega il significato).
La scritta tatuata sul braccio vuol dire "soldi sporchi", cioè i soldi che si fanno in modo non lecito. Non si sa se sia un segno distintivo della vita che faceva al tempo o se fosse solo una frase presa da qualche canzone, così, per fare il duro.
La sua parabola non ha ancora iniziato a discendere, ma ha deciso di cambiare il suo nickname: Mem He Shin (qui trovi un articolo che ne spiega il significato).
La scritta tatuata sul braccio vuol dire "soldi sporchi", cioè i soldi che si fanno in modo non lecito. Non si sa se sia un segno distintivo della vita che faceva al tempo o se fosse solo una frase presa da qualche canzone, così, per fare il duro.
La foto lo mostra con la black bandana e con una didascalia "This is the new shit" che è il titolo di una delle canzoni più famose di Marylin Manson.
Lui si ritrae spesso con una black bandana, di quelle che ti fanno sembrare una specie di teschio e che può avere diversi significati nelle sottoculture urbane.
Una curiosità: è l'ultima foto a cui Andrea Sempio metterà un like, con il suo vecchio profilo Facebook adesso inattivo.
Una curiosità: è l'ultima foto a cui Andrea Sempio metterà un like, con il suo vecchio profilo Facebook adesso inattivo.
Questo è l'anno in cui si toglie la vita l'amico Sasha P.; l'anno precedente era stata la volta di Cristian C., altro ragazzo che certamente lui conosceva, anche senza frequentarsi, e in paese si parlava anche di almeno altri due suicidi successi in quel periodo.
Sasha e Michele avevano tanto in comune: la passione per il rap italiano e per le stecche poetiche, in particolare per quelle di Noyz Narkos (una delle cui canzoni è proprio intitolata "Black bandana"), la passione per il poker, da giocare sia dal vivo che online, condivisa con altri ragazzi (almeno un paio passeranno al professionismo), e poi una certa inclinazione per una vita ai margini della legalità.
È probabile che qualche anno prima, intorno al 2012, la allora fidanzata di Sasha, Jasmine, li avesse introdotti in un ambiente dove si potessero fare soldi più facilmente e almeno Sasha venne beccato dalla Polizia.
Di B. non si sa niente. Ma c'è una curiosità: è l'unico tra quei ragazzi di Garlasco ad avere tra gli amici sui social il Maresciallo Marchetto.
Per capirci di più sulla storia di Michele puoi leggere l'articolo: "Mem He Shin: la morte nel nome"
Gabber e techno
Nel 2014 come anticipato, si associa alla sottocultura Gabber e lo mostra con un nuovo taglio di capelli caratteristico, rasati ai lati e più lunghi sopra la testa e sul collo. Probabilmente è la sua ragazza, anche lei con lo stesso taglio, ad avvicinarlo a questa sottocultura. B. è già dal 2012 che sembra aver cambiato giro e amicizie, spostandosi da Garlasco.
In Lomellina, i Gabber si ritrovano soprattutto a Vigevano e poi girano in cerca di musica techno-hardcore. La loro terra promessa è l'Olanda, Amsterdam in particolare. Le sostanze servono per facilitare il trip della musica e sono benvenuti i funghetti e i francobolli allucinogeni che arrivano, per l'appunto, dall'Olanda.
In Lomellina, i Gabber si ritrovano soprattutto a Vigevano e poi girano in cerca di musica techno-hardcore. La loro terra promessa è l'Olanda, Amsterdam in particolare. Le sostanze servono per facilitare il trip della musica e sono benvenuti i funghetti e i francobolli allucinogeni che arrivano, per l'appunto, dall'Olanda.
A Garlasco verrà fermato un ragazzo che importava proprio roba da Amsterdam.
Inoltre i Gabber lombardi, come del resto parte di quelli originari nel nord Europa, sono legati a ideologie destrorse, per quanto si presentino come degli eco-anarchici, quindi meno irreggimentati e allergici alle regole.
Inoltre i Gabber lombardi, come del resto parte di quelli originari nel nord Europa, sono legati a ideologie destrorse, per quanto si presentino come degli eco-anarchici, quindi meno irreggimentati e allergici alle regole.
Si trovano a loro agio nella cultura Rave che, proprio in Lomellina, avrà uno dei raduni europei più grandi, ovvero il Teknival, nell'estate del 2006, che porterà migliaia di ragazzi da tutta Europa (si dirà undicimila!).
L'anno dopo si terrà l'ultimo grande Teknival italiano, a Pinerolo, non molto lontano da Garlasco, sempre in agosto, con oltre trentamila presenze.
Il Teknival non è solo una grande festa, ma un vero e proprio raduno per molte delle tribù della techno, tra cui i Gabber: un villaggio dove, per qualche giorno, non vigono regole, la musica è incessante e la droga si può vendere e consumare senza il rischio che qualche poliziotto controlli. Ci vogliono giorni per riprendersi dallo sballo, qualcuno ci resta dentro e si brucia, non tornando più da dove si è perso.
In questo video ci si può fare un'idea del Teknival nel Pavese del 2006
In questo video ci si può fare un'idea del Teknival nel Pavese del 2006
L'ultimo anno e la spirale di autodistruzione
A gennaio 2016 succede qualcosa a Garlasco o nella vita di Michele, perché improvvisamente riprende a postare su Facebook, dopo oltre un anno che non lo faceva più e lo fa con una intensità notevole, soprattutto nel mese di Gennaio, continuando fino a marzo. La sua vita si interromperà il 26 maggio di quell'anno.
Il 12 dicembre 2015 la Cassazione conferma la condanna definitiva a 16 anni per Alberto Stasi, inflittagli un anno prima, nel dicembre 2014. In entrambe le date, Andrea Sempio pubblicherà due immagini piuttosto enigmatiche, di cui la seconda, pubblicata il 13 dicembre 2015, rappresenta una scena di caccia, presa dalla grotta di Lascaux. Non è affatto l'immagine di un sacrificio come detto dagli investigatori privati all'epoca (evidentemente ignoranti in materia). Essendo una pittura di ventimila anni fa non si può darne un'interpretazione, ma solo osservarne il contenuto: un gruppo di bisonti al pascolo.
Comunque, qualcuno ipotizza che Michele ricominci ad usare Facebook in risposta proprio a quel post di Sempio.
Il 12 dicembre 2015 la Cassazione conferma la condanna definitiva a 16 anni per Alberto Stasi, inflittagli un anno prima, nel dicembre 2014. In entrambe le date, Andrea Sempio pubblicherà due immagini piuttosto enigmatiche, di cui la seconda, pubblicata il 13 dicembre 2015, rappresenta una scena di caccia, presa dalla grotta di Lascaux. Non è affatto l'immagine di un sacrificio come detto dagli investigatori privati all'epoca (evidentemente ignoranti in materia). Essendo una pittura di ventimila anni fa non si può darne un'interpretazione, ma solo osservarne il contenuto: un gruppo di bisonti al pascolo.
Comunque, qualcuno ipotizza che Michele ricominci ad usare Facebook in risposta proprio a quel post di Sempio.
Dalle foto che posta, si capisce che le cose vanno un po' peggio per il corpo di Michele. È sempre più magro, sembra aver perso l'aitanza e i muscoli di solo due anni prima, la sua faccia è scavata, lo sguardo è spesso allucinato, contornato da due profonde occhiaie nere.
L'idea buonista che sia solo un ragazzo sensibile che urla il suo malessere circolata un anno fa, quando il suo nome è ricomparso nelle indagini, è secondo me fuorviante. Dal suo profilo social, il ragazzo sembra implicato con convinzione e fierezza in cose che non hanno a che fare con la sensibilità.
Una delle cose che si nota di quel periodo è che si è fatto tatuare sulla tempia sinistra due chiodi incrociati. È un simbolismo preciso e fa pensare che nella sua mente si fosse creata una narrazione particolare. Quei due chiodi rappresentano i chiodi della crocifissione di Cristo, sono disegnati proprio come dei grossi chiodi da falegname, di fattura antica.
Tatuarseli può voler dire davvero poche cose, soprattutto in una zona del corpo così visibile.
Mostrare come il suo sia un martirio e che si sacrificherà (o che verrà sacrificato), oppure l'accettazione di dover portare, per sempre, una croce. In entrambi i casi il simbolo parla di una situazione difficile di cui lui è ben consapevole.
Tatuarseli può voler dire davvero poche cose, soprattutto in una zona del corpo così visibile.
Mostrare come il suo sia un martirio e che si sacrificherà (o che verrà sacrificato), oppure l'accettazione di dover portare, per sempre, una croce. In entrambi i casi il simbolo parla di una situazione difficile di cui lui è ben consapevole.
La frase può avere tre significati, a seconda di cosa sta citando:
1) non rispondere al telefono perché all'interno di una setta satanica, quando il telefono squilla è per ordinarti la morte di qualcuno, se non la tua (è la spiegazione di Luigi Grimaldi che la lega alle dichiarazioni delle Bestie di Satana);
2) è una citazione da una canzone del gruppo hardcore "Today Is the day" che contiene un lungo estratto di dialogo dal film "Rosemary's Baby" di Roman Polanski (anche qua il rimando è satanico ed è la spiegazione che danno per primi i profili X di Dave Pollak e AI Forensic);
2) è una citazione da una canzone del gruppo hardcore "Today Is the day" che contiene un lungo estratto di dialogo dal film "Rosemary's Baby" di Roman Polanski (anche qua il rimando è satanico ed è la spiegazione che danno per primi i profili X di Dave Pollak e AI Forensic);
3) è la citazione dal film "Memento" di Christopher Nolan che è la storia di una persona che si tatua frasi sul corpo perché non ha memoria a breve termine e si dimentica tutto; quella frase è legato alla scoperta di un omicidio che lui avrebbe commesso.
Come si capisce, tutte e tre le soluzioni rendono questa citazione tatuata piuttosto inquietante e paiono confermare la volontà di B. di mandare messaggi attraverso il suo corpo e il suo profilo social.
Come si capisce, tutte e tre le soluzioni rendono questa citazione tatuata piuttosto inquietante e paiono confermare la volontà di B. di mandare messaggi attraverso il suo corpo e il suo profilo social.
Il 17 gennaio si fa fotografare al Santuario della Bozzola, nella sala dell'Ostensorio, vicino ad un dipinto del Cristo dove sta scritto "Gesù confido in te".
Quella strana scultura a vortice che si vede al centro della foto è l'Ostensorio, ovvero dove si tiene e si mostra l'ostia consacrata.
Lo sguardo di B. sembra quello di un perseguitato, tipico di molti tossicodipendenti, quando la paranoia diventa parte del dialogo interiore quotidiano.
È in posa, una posa da duro, ma le sue mani giunte proprio davanti ai genitali fanno capire che è sulla difensiva e che ha paura di qualcosa.
Anche il suo sguardo è attento e volto verso la sua destra, come a controllare che non lo scoprano. È vestito completamente di nero e indossa una vistosa collana, mai comparsa in altre foto.
B. posta la foto insieme all'immagine di una spirale. L'immagine è probabilmente la foto di un'opera di un pittore astratto brianzolo (che niente ha a che vedere con la storia che stiamo raccontando) e che deve aver visto e fotografato alla fiera d'arte PaviArt dell'anno prima.
Non possiamo saperlo. In quel periodo le indagini sul delitto erano ferme e anche quelle che riapriranno la partita, indicando in Andrea Sempio un nuovo possibile colpevole, si svolgeranno nei mesi successivi.
Forse, come dice qualcuno, in paese girava voce che le indagini sarebbero state riaperte?
Secondo il giornalista Luigi Grimaldi, la foto è scattata proprio il giorno dell'anniversario del primo delitto commesso dalle Bestie di Satana. Sono passati diversi anni da quei fatti e sembra così strano che la loro memoria possa ancora influenzare i ragazzi di Garlasco. Ricordiamo che per quanto le Bestie non operassero lontano dalla Lomellina, non c'è una contiguità geografica che possa giustificare una conoscenza diretta. Eppure, è come se questa data fosse una conoscenza per iniziati, un codice per far capire a chi deve capire.
Se l'ipotesi di Grimaldi fosse giusta, e d'altronde è difficile credere che la scelta del giorno sia frutto del caso, significa che c'è un legame di qualche tipo, forse non soltanto simbolico, con la vicenda delle Bestie di Satana. Forse quel famoso livello superiore di cui si parla ancora, un po' per stessa ammissione di Volpe, tra le Bestie il pentito che ha parlato di più, un po' per le tante incongruenze della loro storia, perché ciò che hanno fatto appare troppo pianificato per un gruppo di giovani metallari strafatti che per lo più cazzeggiava tra chitarre e droga.
Aggiungo un'altra suggestione.
Andrea Volpe, una delle Bestie di Satana, aveva una foto scattata nella sua camera dove sul muro aveva disegnato una grande spirale bianca e rossa e quello che si dice essere un orecchio (qui l'articolo di Darkside se vuoi approfondire l'argomento).
L'immagine fa parte di un documentario che era andato in tv.
Ecco, non mi sembra così diversa dalla foto di B..
Andrea Volpe, una delle Bestie di Satana, aveva una foto scattata nella sua camera dove sul muro aveva disegnato una grande spirale bianca e rossa e quello che si dice essere un orecchio (qui l'articolo di Darkside se vuoi approfondire l'argomento).
L'immagine fa parte di un documentario che era andato in tv.
Ecco, non mi sembra così diversa dalla foto di B..
Per mera curiosità, il 17 gennaio è la festa di Sant'Antonio Abate, giorno in cui anche a Garlasco si fa la benedizione degli animali (ma non si svolge alla Bozzola) e altrove si fanno dei falò notturni, perché la festa simboleggia la fine dell'inverno e l'inizio della rinascita stagionale.
D'altronde B. dissemina il suo profilo di Facebook di messaggi probabilmente in codice e di simbolismi nemmeno troppo nascosti, a partire dal nome che si sceglie, Mem He Shin. Sta parlando non con un vago pubblico di follower, bensì con chi lo conosce bene e di cui è amico sul social network.
(Rimando al video youtube di Luigi Grimaldi che spiega nel dettaglio la cosa, pur non essendo io d'accordo con tutte le sue interpretazioni dei messaggi in codice lasciati da B.).
Ricostruendo dalle notizie della cronaca locale, la situazione a Garlasco non doveva essere facile in quel periodo per i ragazzi dei Palazzetti.
Sasha e Anti si erano uccisi un paio di anni prima, giravano voci di nuove indagini, la piazza dello spaccio ti costringeva a muoverti con circospezione e gruppi di albanesi e sinti lottavano per la supremazia. Uno dei migliori amici di Michele, l'unico che si immolerà per lui in tv quasi dieci anni dopo, per difenderne la memoria, verrà arrestato, come già detto, nel 2018, perché occupava abusivamente una casa e da lì spacciava marijuana.
Per capirci di più puoi anche leggere l'altro articolo che ho scritto su Michele B., "Mem He Shin: la morte nel nome"
In breve, tra gennaio e febbraio posterà foto a Milano facendo il verso a delle bamboline di una installazione per sensibilizzare sui femmicinidi, foto sui Navigli e poi sul greto dell'amato Ticino, in una foto simulando il suo corpo morto, i vestiti svuotati e parlando di nube radioattiva. Poi lo troveremo tra i teschi macabri di San Bernardino alle ossa e infine al parco di divertimenti dismesso Greenland, dopo aver postato messaggi con frasi singolari e criptiche: save the ring, Ticinum nostrum, Funghi e bambooo (dove per funghi non credo intenda quelli da raccogliere...), Nuclear Winter.
Chiuderà le comunicazioni il 30 marzo con la GIF dell'illustrazione di una famiglia prima felice e poi bruciata da una apocalisse nucleare.
Una sorta di pensiero ecologico nichilista sembra aver attraversato la sua mente negli ultimi mesi, tra scie chimiche e profezie nucleari, pensando al disastro di Fukushima del 2011, come un'ossessione che il mondo finirà presto.
Una sorta di pensiero ecologico nichilista sembra aver attraversato la sua mente negli ultimi mesi, tra scie chimiche e profezie nucleari, pensando al disastro di Fukushima del 2011, come un'ossessione che il mondo finirà presto.
Sasha e Anti si erano uccisi un paio di anni prima, giravano voci di nuove indagini, la piazza dello spaccio ti costringeva a muoverti con circospezione e gruppi di albanesi e sinti lottavano per la supremazia. Uno dei migliori amici di Michele, l'unico che si immolerà per lui in tv quasi dieci anni dopo, per difenderne la memoria, verrà arrestato, come già detto, nel 2018, perché occupava abusivamente una casa e da lì spacciava marijuana.
Non era il solo, il mercato era ampio, gli albanesi ormai lo controllavano. E uno di questi spacciatori albanesi, un pluripregiudicato, era amico di Michele. Si era imparentato con il truffatore Savu. Lo sappiamo perché in un procedimento a carico del rumeno, il suo nome spunterà fuori, ma l'albanese disconoscerà Savu, dicendo che non hanno rapporti. Non si sa se questa persona abbia mai parlato con il Savu dei ragazzi di Garlasco.
È chiaro che persone che sanno cosa è successo a Michele ce ne sono, persone che sanno com'è andata quel giorno di fine maggio, che non c'è la notizia nemmeno sui giornali.
L'amico spacciatore dirà in tv che Michele si è suicidato per problemi legati alla sua famiglia, al rapporto difficile con i genitori. Ci sono le foto sul profilo di B. di una giornata spensierata al matrimonio del fratello, nel 2014, e, in effetti, non ci sono foto con i genitori.
Chissà da quanti anni non abitava più con loro. Di sicuro aveva cambiato un paio di case da quando se ne era andato.
A fine gennaio 2016, tra i post che pubblica ce n'è uno che col senno di poi, pare tragicamente profetico. È una vignetta del noto disegnatore Maicol&Mirco. È il dialogo di un figlio con la madre...
L'altra cosa della storia di B. che mi è sempre sembrata così singolare è che, sui social, nessuno lo ricorda, a parte un'amica, una di quelle del giro dei Palazzetti. La morte di un ragazzo così giovane e così conosciuto, figlio di una figura pubblica di Garlasco (il padre è stato assessore per più mandati), deve aver scosso la comunità, anche perché arrivata dopo una serie di altri suicidi di giovani, come un'epidemia.
Eppure nessuno parla di Michele, nessuno lo piange pubblicamente, nessuno lo piange su profili Facebook. E non si parla di profili pubblici con migliaia di follower, ma di persone che hanno poche centinaia di amici, per lo più locali e probabilmente conosciuti di persona.
Non lo ricorderà su Facebook nemmeno uno dei suoi amici più cari, Danilo Delù, il proprietario del pub Todo Modo dove lui stazionava quando aveva tempo e dove qualche anno prima, nel 2010, fu anche vittima di una rissa, aggredito da un ragazzino minorenne che lo mandò all'ospedale con un trauma cranico, facendolo cadere e sbattere la testa sul marciapiede. Per inciso, Delù se ne è andato pochi anni fa, per un malore. Lo hanno trovato in casa privo di vita.
La ragazza di B. addirittura lascerà la Lombardia, proprio in quell'anno tragico, per andare a vivere in Olanda, con nessuna intenzione di rilevare, un giorno, il negozio di fiori della sua famiglia. L'Olanda, terra di fiori e di droghe libere, di funghi allucinogeni e di Gabber, così facile da raggiungere, così semplice come nascondiglio. Dà un taglio netto alla terra natia, eppure continua a seguire i fatti di Garlasco, proprio qui sui social, e probabilmente starà leggendo questo articolo che un po' la riguarda.
Mi chiedo, quindi, perché in tanti piangano Sasha P. e nessuno Michele B..
Anche Anti viene ricordato dagli amici e la sua morte porta stupore, perfino il povero Enrico Ramaioli, sicuramente più problematico e isolato socialmente, viene citato da qualche vecchio compagno di scuola, nonché dalla stampa locale.
Anche Anti viene ricordato dagli amici e la sua morte porta stupore, perfino il povero Enrico Ramaioli, sicuramente più problematico e isolato socialmente, viene citato da qualche vecchio compagno di scuola, nonché dalla stampa locale.
E invece cosa si portava addosso questo ragazzo, Michele, da non dover essere ricordato? Che nemmeno i giornali pubblicano la notizia del suicidio? Siamo solo di fronte ad una famiglia discreta che non vuole che se ne parli, oppure aveva un passato che gli aveva alienato molti amici?
Negli ultimi mesi aveva fatto qualcosa che aveva portato un'intera comunità a condannarlo all'oblio?
Negli ultimi mesi aveva fatto qualcosa che aveva portato un'intera comunità a condannarlo all'oblio?
Rendere giustizia ai tanti morti
Poter ricostruire la storia di Michele B. e le cause e i perché della sua morte precoce potrebbero chiarire la natura dei legami tra alcuni ragazzi coinvolti, avere un'idea più chiara dell'ambiente giovanile in cui vivevano, comprendere come i nostri non fossero così lontani da certi ambienti ambigui, se non criminali.
Sembra proprio lui, con il suo profilo Facebook, a volere che si racconti un'altra storia e che la si approfondisca.
Sembra proprio lui, con il suo profilo Facebook, a volere che si racconti un'altra storia e che la si approfondisca.
A Garlasco bisogna rendere giustizia a tanti morti, di cui Chiara rappresenta il martirio centrale, la vittima su cui si accentra tutto il male e tutto l'odio che si insinuano nella trama quotidiana di una apparentemente tranquilla piccola cittadina della provincia profonda. Un paese dove colpa ed espiazione sono risolte nel buio dei confessionali, dove le preghiere sembrano servire soprattutto per mondarsi della lordura, in cerca di pietà e di indulgenze, e la fede non sembra guidare questi popolani dai pensieri abietti e dalle credenze medievali verso un sentiero pieno di luce.
Quante sono le verità?
Quanti i rimorsi, quanti, e quanto pesanti, i sensi di colpa?
Può davvero la paura di ritorsioni offuscare il cuore di un fervente cristiano?
L'impressione che si ha da fuori, e da lontano, è che Garlasco, con tutto il suo contorno mistico e religioso, affondi sempre più dentro una palude malmostosa di fatti e relazioni oscure, di silenzi e minacce, di ipocrisia e meschinità.
E che la verità stia affondando anch'essa.









