martedì 17 marzo 2026

Le mani sui minori

 

Abusi nella chiesa

In quegli anni è ormai esploso in tutto il suo clamore lo scandalo, sempre messo a tacere, degli abusi sui minori perpetrati da preti e vescovi in tutto il mondo occidentale, Italia compresa.
È del 2008 uno dei film più belli su questo tema, ovvero "Il dubbio", con Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman, tratto da una piece teatrale, uscita a fine 2004. E nello stesso anno esce anche il film "La mala educacion" di Pedro Almodovar che affronta il tema degli abusi sessuali su minori all'interno delle istituzioni cattoliche nella Spagna franchista.
Il tema è caldissimo e ha un sacco di spazio sulla tv e sui giornali di mezzo mondo, si inizia a scoperchiare un vaso di Pandora che porta a denunce, indagini e arresti, come mai prima di allora.
Papa Benedetto XVI viene eletto nel 2005, proprio quando gli scandali si allargano e, clamorosamente, darà le dimissioni dal pontificato nel 2013, dopo anni di pressioni su questi temi su cui molti lo avevano accusato di non aver avuto mano forte, come invece avrà il suo successore Bergoglio. Nel 2022, con il famoso rapporto di Monaco, Ratzinger venne accusato di negligenza nei confronti di episodi accaduti in Germania quando era arcivescovo, negli anni Settanta. 




È chiaro che in ambienti come Garlasco, dove la presenza della Chiesa è molto forte e radicata, questa nuova aria venga vissuta come una caccia alle streghe; negli individui più giovani, come Chiara, potrebbe essere stata una forte motivazione per approfondire certe voci o certe storie di cui era a conoscenza. E anche capire come fare per denunciare. 
Può essere questo il movente? 

Non credo che da solo sarebbe bastato: la denuncia di una ragazza di 26 anni avrebbe davvero creato uno scandalo così grosso, visti tutti gli insabbiamenti a cui ci siamo abituati? È difficile pensarlo.
Il suo interesse però è palpabile, è anzi il tema che più la tocca, si dà da fare con le ricerche sul web, trovando tanti articoli sul tema e raccogliendoli in un file word. Sta evidentemente studiando l'argomento, lei che non aveva interessi sociologici o religiosi, che non aveva particolare interesse verso la giustizia sociale o una vita politica.
Probabilmente quello era un fatto che la riguardava da vicino.
In molti pensano che queste ricerche potessero riguardare qualcosa successo al fratello, ma potrebbero anche nascere dalla confessione di qualche altro maschio a lei vicino o da chissà quale altra scoperta.

Più avanti, nell'articolo, approfondirò alcuni casi di cronaca che in quegli anni riguardano proprio i preti della zona.



Adulti abusanti?

Torniamo all'analisi fatto in un altro articolo sul consumo smodato di pornografia e alle sue possibili cause: vediamo come tutti i ragazzi possano essere stati frutto di attenzioni non volute da parte di adulti. In particolare, a Garlasco, quasi tutti i maschi passano dall'oratorio della parrocchia. 
La parrocchia non è il Santuario della Bozzola che è proprio un'altra storia, sia per frequentazioni che per amministrazione.
Mentre si sa molto dei ragazzi, non si sa quasi niente degli adulti garlaschesi, eppure, proprio in quelle zone, per oltre trent'anni agisce una psicosetta, ribattezzata poi dagli inquirenti Bestie di Novara, che in realtà operava anche in Lomellina, avendo una delle sue sedi a Cerano, a pochi chilometri da Vigevano. Questa setta era basata su riti dionisiaci e il sesso ne era il motore, ma si andava alla ricerca di donne e soprattutto di ragazze giovani, forse minorenni, tanto che spesso erano le stesse madri ad introdurle.

L'idea che ci possano essere stati abusi nell'infanzia di questi ragazzi è dovuto a tre fatti certi, oltre alle varie voci che girano in paese. 
Il primo è la confessione di Paola, cugina di Chiara, in cui afferma di essere stata abusata da piccola da un vicino di casa. È da notare come questa confessione viene data durante un interrogatorio sul delitto, dando idea della condizione di estrema fragilità psicologica di Paola.

Il secondo è l'interesse di alcuni ragazzi per contenuti web e video p3d°p°rn°graf1c1. Quando dei ragazzi di 17-18 anni si interessano morbosamente a violenze su bambini e bambine, si dovrebbe indagare nel loro passato, perché difficilmente è un'attenzione frutto del caso, ma riguarda abusi che essi stessi potrebbero aver subito.

Il terzo è l'interesse di Andrea Sempio per i romanzi di un avvocato americano che tratta, con crudezza, temi molto particolari. Il suo nome è Andrew Vacchs e, negli USA è stato uno dei paladini contro gli abusi sui minori. 




Le sue esperienze da avvocato si tramutano in romanzi di successo che parlano proprio dei meccanismi di plagio, minaccia, paura che gli abusanti usano sui minori. In Italia i suoi romanzi vennero pubblicati con un discreto riscontro nei primi anni novanta, inseriti nel florido filone della letteratura pulp e noir. Ma l'autore resterà, nel nostro paese, per lo più sconosciuto e i suoi libri non saranno ristampati. D'altronde gli argomenti sono forti e vengono trattati in modo crudo, senza ricorrere a troppe parafrasi, mostrandoli in tutta la loro violenza.



Si può considerare Vacchs, con il suo occhio bendato dovuto ad un incidente, come un vero e proprio paladino degli abusati, anzi una sorta di giustiziere. L'interesse di Sempio quindi potrebbe essere non soltanto letterario, ma legarsi ad un vissuto suo o di qualcuno a lui vicino. In questi romanzi viene mostrato come possa esserci giustizia per chi è stato abusato e che il male, anche il più infido, può essere sconfitto.
Del resto, ci sono persone che, cresciute in contesti difficili o con segreti inconfessabili, si creano una sorta di seconda identità, un doppio, proprio come accade per i supereroi, per poter farsi giustizia.
La creazione di questa identità deve passare anche attraverso la strutturazione di una vera e propria ideologia che possa giustificare comportamenti violenti, devianti o sopraffattori in funzione di una missione più alta. 

La mia idea è che tra i ragazzi coinvolti, almeno uno di loro fosse riuscito nell'intento di crearsi una propria ideologia che potesse giustificare il suo comportamento, facendolo sentire speciale, un superuomo, proprio un Ubermensch come scriveva il filosofo Nietzsche.
E che volesse farsi giustizia rispetto ai torti subiti.

I tanti casi di cronaca relativi ad abusi e strani traffici

A Garlasco e dintorni, in quegli anni, ci sono diversi casi riconducibili alla ped°fil1a e  a loschi traffici sessuali. Vediamoli nello specifico, come li ho trovati sui giornali della cronaca locale (non metto i link per non favorire i "ladri" di ricerche che monetizzano soprattutto su Youtube: se sei uno di loro, almeno fatti la fatica di cercarti le informazioni!).

A settembre 2006 viene arrestato un muratore 25enne per detenzione di materiale ped°p°rn°grafic°, di cui una parte era autoprodotto e videoripreso nel parco giochi del paese.
Fino a pochi mesi prima viveva a Vigevano e si era trasferito da poco a Garlasco.
Fu segnalato perché i vicini si erano insospettiti per un viavai di giovani nella sua casa, del cui motivo però non c'è traccia sugli articoli di giornale.


Sempre nel 2006, Don Siro Invernizzi, parroco di Cergnago, a due passi da Tromello, venne sorpreso da una pattuglia vicino al Cimitero Maggiore di Milano mentre era in macchina con un ragazzino di 13 anni, romeno. Il sacerdote patteggiò due anni con la condizionale.

Nel 2017 viene arrestato un albanese residente a Garlasco per dei fatti avvenuti tra il 2006 e il 2008 a Milano, per il reato di 
ped°p°rn°grafia.

Nel 2009 finisce in celle e viene condannato ad oltre 4 anni di detenzione, il parroco di Marcignago (20 minuti da Garlasco), don Giuseppe Abbiati per ped°filia.
I fatti risalgono al 2004 e coinvolgono ragazzi di 13 anni che il sacerdote diceva di accompagnare a mangiare il gelato, di portarli in pizzeria ed in altri luoghi di svago. I ragazzini sembra che ricevessero piccole somme di denaro in cambio delle attenzioni sessuali.
Nel 2012 i giudici respingono la sua richiesta di lavorare in un centro per anziani, per la sua presunta «pericolosità sociale», che non aveva «mai ammesso le sue colpe né dato prova di pentimento».
Il suo caso farà scalpore perché sarà considerato il primo della provincia di Pavia e sarà oggetto di una indagine della Curia per la riduzione allo stato laicale.

Nel 2010 viene condannato per abusi sessuali sulla figlia della convivente, dodicenne, un settantenne di Garlasco.

Nel 2011 viene processato e condannato un 57enne per abusi sulla figlia di un vicino di casa. Gli abusi erano iniziati quando la vittima era una scolara di quinta elementare, e proseguiti per diversi anni. La denuncia fu un atto di coraggio della ragazzina che veniva spesso affidata all'insospettabile amico di famiglia.

Nel 2011 a Pavia, viene arrestato un 65enne per il reato di detenzione di materiale ped°p°rn°grafico. L'indagine si era avviata per alcune segnalazioni che lo indicavano incontrare in casa propria alcune minorenni di un vicino campo nomadi.
Aveva negli hard disk oltre diecimila file di materiale pedopornografico raffiguranti bambine in atteggiamenti intimi con persone adulte

Nel 2013 don Gabriele Corsani, economo del collegio salesiano di Pavia
viene condannato per violenza sessuale e ped°filia per fatti risalenti al 2007, per abusi perpetrati su un ex allievo, allora 19enne, di una scuola di ispirazione cattolica del milanese. Solo per curiosità, il parroco era molto vicino alla famiglia Berlusconi.

Nel 2014 viene arrestato a Marcignago un 24enne calciatore e allenatore per violenze su un 14enne, suo allievo. 

Nel 2016 in un paese a pochi chilometri da Pavia, non reso noto, viene arrestato un insegnante di musica ultrasettantenne, nella cui casa viene trovata una quantità ingente di foto e di filmati con minori.

Sempre nel 2016 viene arrestato un medico 50 enne, dirigente responsabile del servizio di gastroenterologia del reparto di pediatria del Policlinico di Pavia, per violenza su una tredicenne sua paziente.

Nel 2019 c'è lo strano caso di don Silverio Mura, accusato, e poi assolto, di violenze su minori a Napoli, che faceva il parroco a Montù Beccaria sotto falso nome e che viene accusato anche di traffico d'armi.

Poi ci sono vari casi di estorsioni ai preti della provincia Pavese, simili al ricatto messo in atto verso Don Gregorio Vitali del Santuario della Bozzola. Alcuni di questi casi sono frutto di una relazione del parroco con il soggetto ricattante quando questi era un minore. 

“La Lombardia è la regione italiana con il più alto numero di casi censiti, ben 174 il cui sommerso è più della metà, 101 casi mai denunciati all’autorità giudiziaria italiana”. È quanto emerge da ‘Tolleranza zero?’, secondo ‘report sui casi di violenza sessuale commessi in Italia dal clero e il suo indotto’ a cura dell’osservatorio permanente della ‘Rete L’abuso’ che censisce casi sollevati nell’arco temporale 2000-2025".

Link al report


Gli strani casi di traffico di minori e clandestini

Come se non bastasse, Garlasco è al centro anche di altri casi di cronaca per reati molto particolari, ovvero traffico di esseri umani e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Bisogna ricordare che negli anni duemila, la Lomellina è al centro di una lotta per il predominio criminale tra la malavita albanese e le famiglie Sinti, in un ambiente in cui sono già radicate realtà consolidate come la 'Ndrangheta.

Nel 2005 vengono denunciati due albanesi residenti a Garlasco e un italiano, pensionato 70enne, residente a Dorno perché ospitavano nove immigrati clandestini, tra i 20 e i 46 anni.

Nel 2014 vengono trovati 15 minori senza documenti. La relativa inchiesta porterà a scoprire traffici di minore che da Lampedusa passavano da Vigevano con destinazione Berlino. A ospitarli, temporaneamente e dietro pagamento, era Amin, un cittadino egiziano, inizialmente dato come residente a Garlasco, che verrà condannato a tre anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In realtà erano ospitati in una casa di Vigevano e l'egiziano recuperava a Milano i ragazzi fuggiti dal centro di Lampedusa.
La notizia viene prima indicata come accaduta a Garlasco, poi gli articoli de La Provincia Pavese la riposizionano a Vigevano e cambiano anche il nome dell'egiziano che, d'altronde non aveva documenti e nemmeno, sembra una dimora fissa, tantomeno una residenza.


Conclusioni che si possono tirare

Il tema degli abusi sui minori è molto spinoso perché in certi ambienti e in certe zone non vengono denunciati. Negli ultimi dieci anni c'è stato un notevole incremento, 34%, dei casi denunciati, arrivando a oltre 7000. Nei primi anni duemila i casi denunciati erano davvero pochi e alcuni di quelli che ho illustrato sono tra i primi, ad esempio, della provincia di Pavia a coinvolgere prelati e sacerdoti.
È chiaro quindi che il fenomeno è sommerso ed è anche difficilmente indagabile perché si basa esclusivamente sulla volontà di denuncia della vittima che, a volte, dovrebbe denunciare contro tutto e contro tutti (famiglia, parrocchia, comunità, scuola) e finisce per non farlo.

La mia idea, anche per gli indizi sulle psicologie di alcuni dei ragazzi coinvolti, nonché per i casi denunciati e per la presenza comprovata di sette in quella zona di Lombardia (la psicosetta di Cerano, le Bestie di Satana e altri gruppi occulti mai approfonditi come il Gruppo dei 100 e un altro caso di presunto plagio in un gruppo di ragazzi) è che, nonostante l'apparenza perbene, cattolica e borghese di quei paesi, in cui tutti sembrano pensare solo a lavorare con la testa bassa, senza grilli per la testa, ci sia in realtà una sorta di zona d'ombra, nella quale gli abusi e le violenze sono sistematiche.

Il disagio vissuto da molti di questi ragazzi non può essere spiegato soltanto con una vaga noia di vivere provinciale, ma sembra nascondere disagi più profondi, tanto da essere trasversale a tutte le classi sociali.

Spero che riusciremo a saperne di più. 

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