lunedì 8 giugno 2026

Il narcisista machiavellico ossessionato dalla violenza

 

Un possibile profilo della personalità (giugno 2026)

Con la pubblicazione dell'informativa di fine indagini, sono emersi molti elementi in più a carico dell'indagato che aiutano a chiarire meglio il suo quadro psicologico. 
Vediamo quali sono gli elementi della sua personalità che emergono con forza.




  1. Narcisismo compensativo probabilmente prodotto da un trauma (bullismo subito) o una percezione distorta di sè (sentirsi basso); il tormento è evidente nell'autolesionismo; ha bisogno di reinventarsi continuamente e riscrive  continuamente la propria storia; costruisce una mitologia personale, come mostrato dai personaggi che utilizza nel forum ItalianSeduction; è interessato ai percorsi di successo finanziario e di seduzione; ha una forte fascinazione per il combattimento, la violenza e il dominio.
  2. Sembra voler riparare alle umiliazioni subite, volendo diventare qualcuno che non potrà più essere umiliato. Il fatto che tra le sue letture ci siano quelle di Andre Vacchs, scrittore pulp e avvocato attivo nella difesa di bambini abusati, mi fa sorgere qualche dubbio su qualche ulteriore trauma subito o assistito in tenera età.
    Nelle intercettazioni, soprattutto quando parla con i genitori si vanta spesso di come ha gestito le situazioni o dei commenti positivi che gli hanno fatto. Il suo tono è sempre molto compiaciuto.

  3. Machiavellismo ovvero un tratto di personalità caratterizzato da cinismo, manipolazione e mancanza di empatia. Chi ha questo profilo agisce come un "freddo calcolatore", guidato dal principio secondo cui il fine giustifica i mezzi, ed è disposto a ingannare gli altri pur di raggiungere i propri scopi.
    Vediamo quali elementi portano a questo tratto di personalità: possiede 8 SIM diverse; fa il venditore; si interessa a PNL, tecniche di social circle game e a libri come Mindfucking (tutte cose imparate nel Predator's Clan); è un mentitore seriale secondo la consulenza RACIS  e lui stesso ammette di aver iniziato a raccontare storie, già da piccolo, per risultare più interessante e ha continuato a farlo, vedendo che funzionava; è attento a come viene percepito e cerca di camuffarsi, mostrandosi ad esempio una vittima, un tranquillo e così via; ha un forte interesse per strutture gerarchiche e tribali.

    Il machiavellico non cerca necessariamente la violenza, ma ambisce al controllo sulle persone e sulle situazioni. Quando non ce l'ha, va in ansia. La violenza può essere uno degli strumenti utilizzati per ottenere questo dominio.

  4. Tratti di psicopatia sembrano emergere per via della fascinazione per decapitazioni e torture; per la pornografia compulsiva; per la richiesta di foto intime anche a parenti o per l'ottenerle con l'inganno; per la freddezza emotiva di cui si vanta nelle intercettazioni (quando un Carabiniere glielo fa notare durante l'interrogatorio); per la misoginia manifesta; per la probabile curiosità verso l'omicidio come esperienza.

    D'altro canto, ci sono però elementi che vanno a discapito di questo tratto della personalità: il tormento e l'autolesionismo; l'ansia; lo svenimento durante un interrogatorio; la continua paura di perdere il controllo; la scrittura compulsiva e la continua rielaborazione autobiografica.

    La psicopatia primaria classica è molto meno tormentata. Lui sembra più una persona traumatizzata che compensa quel trauma e usa la manipolazione per controllare la realtà, in modo che non gli faccia più male.


Vediamo adesso nel dettaglio alcuni degli elementi emersi che portano a questo tipo di conclusioni, tenendo conto che questo articolo è puramente speculativo.
Le informazioni provengono da fonti aperte e disponibili a tutti.
 

Ossessione per la violenza

Ciò che emerge è che questa ossessione potrebbe essere una sorta di volontà di comprensione per capire cosa prova chi la esercita. Come se l'avesse subita o avesse assistito a scene scioccanti che l'hanno colpito nel profondo e che cerca disperatamente di rielaborare.
C'è un elemento ossessivo di studio della violenza e dell'aggressività, vuol capire cosa muove chi la usa e cosa succede quando la si usa.



Autolesionismo

Questo è un dato molto importante che fa cambiare drasticamente l'analisi, perché 
contrasta con l'ipotesi di trovarsi di fronte ad un freddo e cinico predatore.
I tagli e le bruciature suggeriscono una rabbia interiorizzata e un bisogno di controllo sul dolore, nonché la gestione di emozioni ingestibili.
Molti soggetti fortemente sadici dirigono l'aggressività verso l'esterno.
Qui, almeno in giovane età, una parte dell'aggressività è rivolta contro sé stesso.

Grafomania

Un grafomane difficilmente è anche un uomo d'azione, per quanto ci siano personalità molto complesse che rompono tutti gli schemi di analisi.
La scrittura per lui è un terreno di rielaborazione autobiografica.
Il suo vero campo di battaglia è la narrazione, non il corpo.

Cerca di riscrivere il passato per ridefinire chi è e creare una versione di sé più forte.


È come se usasse la scrittura con una funzione di autoipnosi e di costruzione identitaria. Forse hanno lo stesso ruolo i soliloqui e i pensieri ad alta voce che sentiamo nelle intercettazioni. È come mosso da un motore continuo di riscrittura del sè, come se un programma di cancellazione e di riscrittura fosse attivo mattina e sera.
Ma perché? Cosa nasconde di tanto traumatico?

Fascinazioni occulte


Il soggetto afferma di essere stato un satanista da ragazzino e continua ad esserne interessato, ma lo fa in segreto, come se avesse una doppia o tripla vita. Ha il culto della trasgressione e ama la mimetizzazione perché si è creato questa immagine di outsider che si nasconde nella società.



Gli piace avere il potere di controllare le cose, ama la segretezza e vuole attuare una trasformazione personale. Ha una struttura psicologica che ben si adatta a chi è adepto o simpatizzante di certe dottrine estremamente violente e oscure, attraverso le quali potrebbe dare forma ad una nuova identità più forte.
Non si può essere sicuri di quanto la crudeltà e la violenza verso gli altri possano essere una sua caratteristica, a meno che non riesca a nasconderla molto bene.

Nei suoi appunti ci sono frasi come:
"Le mie paure più grandi: essere rifiutato, perdere il controllo"
"Ho un disperato bisogno di approvazione"
"Crollo, devo riprendere il controllo"

Parlano di vergogna, rifiuto, perdita di status e di difficoltà nel gestire le emozioni.
Sono temi tipici del narcisismo vulnerabile o compensativo.
Inoltre il disperato bisogno di approvazione è incompatibile con la figura del vero psicopatico, perché egli cerca potere, eccitazione, vantaggio ed è capace di autoapprovarsi.

Il bisogno disperato di approvazione richiama invece a delle ferite narcisistiche, ad una forte insicurezza e alla paura dell'abbandono, nonché alla dipendenza dal riconoscimento esterno.
Anche i sogni violenti sembrano essere incubi di minaccia, non di dominazione violenta. Lui reagisce, in modo spropositato, quindi perde il controllo della situazione, ma soltanto perché sente il pericolo e la minaccia che incombono.
Si sente continuamente braccato e sotto scacco.


La trasformazione a 20 anni

Da ragazzino viene bullizzato, si sente escluso e strambo. Il suo essere dark, satanista, l'autolesionismo lo fanno essere emarginato nel gruppo-scuola. Ha i capelli lunghi, è sempre vestito di nero (non così normale all'epoca e basta guardare la sua foto di classe per farsene un'idea: è l'unico maschio con i capelli lunghi e solo altri due ragazzi, i suoi migliori amici, sono vestiti completamente di nero).



Finite le superiori, inizia una trasformazione radicale che assomiglia molto a una ricostruzione identitaria.
Ha la testa rasata, si addestra al Krav Maga, nutre interesse per il combattimento e inizia a studiare la dominanza e la seduzione. Non è raro osservare che persone che si sono percepite come deboli, strane o vulnerabili durante l'adolescenza costruiscano poi una nuova identità fondata su forza, disciplina, controllo e capacità di intimidire gli altri.
In questo periodo potrebbe aver trovato "conforto" e forza in persone che avevano ideologie politiche radicali, basate sulla sopraffazione e sull'uso della violenza.



Uno studente mediocre

Stranamente solo alla fine della scuola si mette a studiare, ma lo fa in modo selettivo e solipsistico, come già ipotizzato negli articoli che ho dedicato ai libri che leggeva.
Fino a quel momento viene descritto come uno studente poco brillante che non ottiene buoni risultati. Avendo un profilo narcisistico compensativo avrà desiderato essere percepito, invece, come eccezionale, anche senza aver mai avuto un riconoscimento oggettivo della propria eccezionalità.



Se ha sviluppato una forte attenzione verso ideologie iniziatiche, occultismo, dominio, combattimento, seduzione, crescita personale, lo ha fatto perché ha iniziato a far crescere il Sé immaginato a discapito di quello reale.
E il Sè immaginato ha tratti di grandiosità ed eccezionalità: si sente un iniziato, un guerriero, un cinico manipolatore, un conoscitore di segreti, un fine narratore e, soprattutto, in virtù di tutto questo, un individuo superiore perché crede di aver capito cose che gli altri, – la massa, i mondani, i normali, – non potranno mai capire.

Molte ideologie esoteriche, estremiste o pseudo-iniziatiche hanno proprio la funzione psicologica di offrire una narrativa di eccezionalità a persone che non si sentono riconosciute dalla realtà.
Di far sentire grandiosi dei mediocri...

La paura del conflitto diretto

Ci sono vari elementi che sembrano ipotizzare che non sia un amante del conflitto diretto e aperto, tanto che ha spesso paura e può svenire se sotto stress.
Sembra quindi una persona che teme il confronto (infatti non si fa interrogare dai PM, ma intervistare in tv, preparandosi domande e risposte in anticipo), che ha paura dell'umiliazione e di essere smascherato nella sua vera natura di debole e mediocre. Per questo costruisce sistemi di autodifesa e di controllo sempre più sofisticati.
Sembra essere divorato da una sensazione di vulnerabilità che non lo abbandona mai.



Partecipante o spettatore?

Data ormai per scontata la sua presenza sulla scena del crimine, viene da chiedersi se un profilo del genere possa essere capace di compiere un tale massacro verso una ragazza che conosceva.
Potrebbe averlo fatto sotto effetto di droghe, di cui non nega l'uso, così come sotto l'effetto disinibitorio dell'alcool, di cui afferma di averne abusato in giovane età.
Al tempo stesso, sembra una persona vulnerabile che non ha trovato nessun altra soluzione se non quella di creare un nuovo Sè grandioso, machiavellico e cinico, capace di difendersi se necessario, apprezzato dagli altri, tanto da essere considerato una sorta di guru (almeno sui forum di Seduzione).




Dai racconti che fa nei suoi diari, la sua personalità aveva già tutti queste caratteristiche prima dei 19 anni, quindi quando Chiara fu uccisa, ma se avesse assistito o partecipato al delitto, quel fatto potrebbe aver funzionato come un acceleratore della tensione già esistente tra la sua percepita debolezza e la sua voglia narcisistica di potenza e controllo, costringendolo a confrontarsi non con la violenza immaginata delle sue fantasie adolescenziali, ma con la violenza reale. 

E da quel momento la sua vita sarebbe diventata un tentativo continuo di spiegare, giustificare, controllare o reinterpretare ciò che è accaduto.
Senza mai trovare una soluzione.

Vedremo dove le indagini e l'eventuale processo ci porteranno...



9 commenti:

  1. La grande sofferenza di cui scrive, le cose che ha dovuto passare lui solo, sembra che precedano l’epoca del delitto. Sembrano affondare proprio nel suo passato. Il bullismo, per quanto terribile, mi sembra un po’ poco per giustificare questa visione. D’altra parte mi sembra un figlio amato. A me fa molta compassione sinceramente, mista a terrore.

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    1. Anche a me fa sia pietà che paura.
      Credo la mamma lo abbia amato in un modo un po' troppo possessivo e lo abbia mitizzato (il bambino con i capelli lunghi bello come una ragazza...).
      Il bullismo è un po' poco per giustificare tutto il resto, dunque ci devono essere stati degli eventi nella sua infanzia ad aver determinato una personalità così complessa e socialmente pericolosa (per quanto, potrebbe essere non così tanto pericolosa da aver commesso un delitto)

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    2. "Ne ho passate tante... decisamente... cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno". Un altro appunto: "Io non posso vivere al 100% non me lo merito perché ho fatto soffrire i miei ben prima del casino. Perché sono una disgrazia. Perché causo dolore. Perché faccio schifo." Il casino è evidentemente l'omicidio. Sembra che il problema sia precedente, ed è un dolore causato da lui, non che ha subito (per tagliare la testa al toro, non è che, per esempio, avrebbe subito violenze magari da piccolo). jkz (sono l'anonimo del primo commento)

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    3. ciao Jkz, rispondo purtroppo in ritardo al tuo commento. Nei diari sembra confessare molte cose, vista anche la solerzia con cui è andato a buttare vie documenti il giorno che ha scoperto di essere sotto indagine, senza contare le pagine strappate e il tentativo di far sparire tutte le tracce precedenti al 2017.
      Qualcosa ha fatto, qualcosa sa, ma non sono certo di cosa. Però, credo che il processo sarà molto duro per lui.
      Che avesse subito un trauma da piccolo rientra nelle possibili spiegazioni di un profilo psicologico così complesso

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  2. Non ricordo chi (una ragazza cmq) gli scrisse su FB evocando ricordi passati di quando era "Sempio apprendista". Ne parlò Grimaldi, che riprodusse anche il post.

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    1. fu un'amica o cugina che lo disse, rispetto alla pubblicazione di una immagine del film Labyrinth in cui si vedono dei Goblin, ma è difficile capire a cosa si riferissero.
      Di sicuro, come evidenziato da Grimaldi, il film è pieno di rimandi esoterici, oltre ad essere la storia di una ragazza che vuole salvare il fratello. Inoltre il labirinto è simbolico di ogni iniziazione occulta, dall'alchimia alla massoneria e oltre

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    2. la sensazione in effetti è che ci sia una rete massonica (nel senso più lato possibile) dietro: mi ha sempre stupito il riguardo con cui i carabinieri lo trattavano al telefono nel 2017, quasi con deferenza. Io non so come funzionano queste cose, ma se avesse acquisito qualche titolo di merito, che poi gli facevano fare sta vita di me*da? O forse, questo riguardo, era solo frutto di conoscenze/amicizie di qualche parente? L'altra cosa che puzza di para-massoneria è l'apparato mediatico che lo sostiene. Frotte di giornalisti che si giocano la reputazione per difenderlo? Sembrano seguire ordini di scuderia, diciamo. Comunque, "massoneria" è una di quelle cose che come ne parli sbagli, non hai mai le prove di nulla, fa subito complottismo, è quasi sempre un sequitur. jkz

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  3. Se ha avuto un indottrinamento o addestramento di un certo tipo, magari fin da bambino, potrebbe addirittura avere due o più personalità scisse ben distinte. Credo però che sia consapevole di ciò. Forse l'uso del diario e dello scritto ha una funzione specifica per lo stesso. Una sorta di sperimentazione stile Mk ultra. Ma la mia è solo un'ipotesi... Comunque il ribaltamento dei valori in certi ambienti è così radicato, da essere considerato giusto. Poi alla fine anche la nostra società sta lavorando su questo fronte, ego smisurato, successo e denaro, potere e dominio sembrano essere virtù...

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    1. Avendo fatto sparire tutto ciò che riguardava il periodo fino al 2017, è difficile trovare prove certe. Essendo una sorta di mitomane, non si sa cosa pensare: potrebbe essere il deus ex machina di questo e altri delitti, ma anche quello che si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.
      Mi sembra impossibile possa andare in carcere senza fare altri nomi, ma questo, mi sa, lo scopriremo solo durante il processo...

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